Ronde nere, indaga la procura

La procura di Milano dispone
un’indagine sulle <strong><a href="/a.pic1?ID=358682">ronde nere di
Gaetano Saya</a></strong>. Ipotizzata la violazione della legge sull’apologia di
fascismo

Milano - La procura di Milano ha disposto un’indagine, tramite la Digos, sulle ronde nere presentate ieri da Gaetano Saya per possibile violazione della legge sull’apologia di fascismo del 1952. L’iniziativa arriva poche ore dopo la presentazione, avvenuta ieri a Milano, della "Guardia nazionale italiana" il gruppo di ronde nere composto per un terzo da ex membri delle forze dell’ordine legate al nuovo Msi di Gaetano Saya.

La procura apre un fascicolo Gli accertamenti sono stati disposti dal procuratore aggiunto Armando Spataro, capo del pool antiterrorismo, d’intesa con il procuratore Manlio Minale. Allo stato non ci sono indagati e non vi è una ipotesi di reato che, comunque, potrebbe essere quella di una violazione delle legge Scelba che punisce la ricostituzione e l’apologia del fascismo. L’iscrizione delle associazioni di volontari al registro prefettizio legalizzerà il finanziamento delle ronde con il denaro degli italiani, ma non impedirà il finanziamento da parte dei privati. Lo dichiara il segretario nazionale dell’associazione Funzionari di Polizia, Enzo Letizia. "Non siamo affatto d’accordo con quanto ha sostenuto ieri il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano - dice Letizia - secondo il quale iniziative come quella delle ronde nere saranno impossibili quando sarà approvato il disegno di legge sulla sicurezza". "Il decreto attuativo delle ronde, che regolerà l’iscrizione delle associazioni nel registro prefettizio di cui i sindaci potranno avvalersi per il controllo del territorio - aggiunge - potrà prevedere sanzioni o lo scioglimento delle ronde già istituite?".

Il gruppo: "Non c'è reato" "La Guardia nazionale italiana è una onlus regolarmente registrata, come prescrive la legge e non crediamo ci possa essere alcun tipo di reato. Noi andiamo avanti, a meno che i tribunali ci dimostrano che abbiamo commesso dei reati. È giusto che la magistratura indaghi, ma l’importante è che lo faccia con senso di giustizia", ha detto all’Adnkronos il vicepresidente della "Guardia nazionale italiana", Maurizio Monti, commentando la notizia dell’indagine disposta dalla Procura di Milano sulle ronde nere. "Aspettiamo di vedere come si svolgeranno i fatti - ha aggiunto Monti - Se dovessimo avere avvisi dalla Procura i nostri legali prenderanno le dovute cautele del caso".