Ronde: la videoinchiesta: ecco il "modello Milano"

Dopo le polemiche il <em>Giornale.it</em> è andato a vedere come funziona il modello Milano<em> </em><strong><a href="/video.pic1?ID=ronda_o_non_ronda" target="_blank">guarda la videoinchiesta</a></strong> di <em>R. Bonizzi </em>e<em> Francesco Maria Del Vigo</em>

Roberto Bonizzi
Francesco Maria Del Vigo

Milano - Stop ai giustizieri fai-da-te (guarda la videoinchiesta). Obbligo della formazione per chi partecipa alle ronde, divieto di girare armati, obbligo di iscrizione in registri appositi tenuti dalla prefettura, organizzazione, controllo e gestione del servizio da parte dai sindaci. È quanto preciserà il decreto attuativo sulla partecipazione dei cittadini al controllo del territorio, che sarà emanato non appena sarà approvato il dl anti-stupri. Lo ha dichiarato nuovamente il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, nel corso del question time alla Camera. "I giustizieri della notte - ha spiegato Maroni - ci sono oggi in centinaia di città, dove svolgono un’azione autonoma, non controllata, senza regole. Noi interveniamo per regolare il fenomeno". Per il ministro "è utile consentire ai cittadini di partecipare secondo regole precise al controllo del territorio". Un esempio, ha aggiunto, "è quello dei volontari di soccorso che affiancano i vigili del fuoco".

Ronda o non ronda?
Per qualcuno sono un presidio occhiuto che darà la tranquillità che manca, nei grandi centri urbani come nei piccoli paesi di provincia. Il decreto n°11 del 23 febbraio del 2009 prevede, con l'articolo 6, un piano di controllo straordinario del territorio che contempla anche le ronde. E subito scoppia la polemica e si fa largo lo spauracchio della città militarizzata e trasformata in caserma. "Ora posso uscire di casa tranquilla anche dopo cena", racconta una giovane abitante di Crescenzago. Ma i dubbi rimangono. Per qualcuno le "ronde" potrebbero trasformarsi in squadracce di rambo fai-da-te pronti a distribuire sommarie punizioni.  Per qualcun altro sono solo uno spreco. "A questa gente, per smettere di delinquere, servono solo un lavoro e una casa. E' uno spreco senza senso foraggiare queste ronde, sono inutili", dice un'anziana signora. Il sondaggio lanciato tra i lettori del Giornalie.it ha dato un esito schiacciante: oltre l'80% ha votato a favore del controllo del territorio da parte di associazioni di volontari.

Ucp: provvedimento inutile e dannoso E proprio oggi, arriva anche la bocciatura dell’Unione camere penali che bolla il provvedimento come "inutile e pericoloso". "Esprimiamo un giudizio - spiega Renato Borzone - molto, molto, molto critico. Mentre constatiamo una totale immobilità per quanto riguarda la riforma dell’ordinamento giudiziario, più volte promessa e sbandierata dall’attuale governo, registriamo invece la messa a punto di un provvedimento inutile e dannoso come questo decreto ronde".

Maroni: macché rambo, guardate i City Angels Nelle ronde "soggetti che fanno i rambo non saranno ammessi". Così tranquillizza tutti il ministro dell’Interno Roberto Maroni, ideatore delle "ronde". "E' pronto un provvedimento che stabilisce norme severe, con un albo, sull’esempio dei City Angels. Non trasformiamo i cittadini in poliziotti, prendiamo atto che ci sono queste iniziative". Maroni cita l’esperienza dei City Angels, fiore all'occhiello del modello Milano: "Associazione di volontariato di cittadini che fanno corsi di formazione, camminano per strada con una divisa e fanno prevenzione. Lo fanno da dieci anni in dieci città italiane, in molte, anche governate dalla sinistra, hanno una convenzione con il Comune: vogliamo valorizzarle queste iniziative, prendiamo atto che ci sono e dobbiamo regolamentarle. Un cittadino - ha detto - si sente sicuro se sa che c’è qualcuno che presidia il territorio".

De Corato: a Milano funzionano "A Milano questo modello a supporto delle forze dell'ordine, a oggi possiamo dire che ha funzionato. Parliamo di persone che hanno avuto una grande preparazione - conferma Riccardo De Corato, vicesindaco e assessore alla Sicurezza del Comune di Milano -. Nel caso dei City Angels, fra di loro ci sono anche cittadini extracomunitari, romeni e senegalesi. Immigrati regolari che svolgono una attività di aiuto e contrasto di quella criminalità predatoria tipica di alcune zone della città".  

City Angels, Blue berets e Api Se il "modello" da seguire è all'ombra della Madonnina, l'unico modo per capire come saranno le fantamotiche "ronde" è studiare il loro lavoro. Non solo City Angels, ma anche berretti blu ed ex poliziotti. Sono alcuni dei "volontari della sicurezza" citati come esempio dal ministro dell'Interno. Siamo anadati a vedere come saranno e come funzioneranno le famigerate ronde. Abbiamo pattugliato insieme ai Blue Berets il sonno della stazione Centrale di Milano, fra tossicodipendenti, clochard e semplici passeggeri. Siamo scesi, con gli ex poliziotti dell'Api (associazione dei poliziotti italiani), nei tunnel della periferia milanese e abbiamo distribuito cibo e vestiti con i giubbotti rossi di Mario Furlan.

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