Ronzitti: «Io e l’odio di classe»

O candidano il Giornale,

o lavoro per Zara
Dobbiamo saper per tempo se il candidato sindaco di questa destra allo sbando sarà un certo Massimiliano Lussana o no. Perchè, in caso affermativo, siamo a disposizione, altrimenti io lavoro per Zara che sarà pur sempre meglio della catastrofe Marta. Vero?
L’unica speranza

per provare a vincere
Carissimo dott. Lussana, io, che da tempo leggo per prima cosa, aprendo il nostro Giornale il suo articolo nell’inserto di Genova, immagini come mi stia macerando per l’alternativa che certamente la tormenta in questi giorni.
Esclusa la clonazione, perché ancora imperfetta..., è troppo allettante, troppo, il pensiero di quanto lei potrebbe fare come sindaco di Genova! Intanto credo che sia il solo con possibilità di riuscita. Il solo di destra. Strappare questa povera, meravigliosa Genova dalle grinfie rosse: che successo! Che ghiotta opportunità! Quali trasformazioni lei potrebbe ottenere!
Di fronte a questa prospettiva ogni altra considerazione dovrebbe cedere: accetti di candidarsi, dott. Lussana.
Il Giornale non ne patirà perché ogni suo lettore apprezzerà questa scelta strategica.
Con tanta stima
Liliana Bolognesi
(Loano)
L’ottimismo che nasce

dalla voce dei lettori
Caro Lussana, leggere la rubrica delle lettere al Giornale fa prendere veramente una boccata di ossigeno. Ossigeno che ti procura una ventata di ottimismo. Ottimismo che stride con le sensazioni che si hanno leggendo le cronache politiche genovesi. Infatti il quadro che viene fuori è quello di una situazione in cui il centro sinistra ha tutto: la pasionaria, l'imprenditore e il poeta rivoluzionario. A fronte di questo si ha la sensazione che per il centro destra non ci sia altro che un ruolo da comparsa. Sensazione che se diventasse realtà porterebbe alla fine di ogni velleità politica del nostro schieramento e, cosa ancora peggiore, alla fine di ogni possibilità di alternanza per Genova. Ce ne sarebbe abbastanza da «non dormire la notte», ma poi apri il giornale e sei pervaso dalla «vis pugnandi» del popolo moderato. Vis pugnandi che mostra a Genova e a tutti i genovesi che il popolo moderato non sta morendo anzi vuole svegliarsi e contribuire al rilancio della propria città. Sta alla classe politica moderata diventarne Alfiere e ridare una speranza alla nostra comunità.
Enrico Cimaschi
Coordinatore per il Ponente

della Lista Biasotti
Una guida illuminata

per tutta la Liguria
Caro Massimiliano, io dò del tu a tutti quelli che considero amici, fratelli di pensiero o di animo onesto perché tutti siamo buoni in fondo all’anima e quelli che ahimè non lo sono è perché non amano la musica. Leggo 6 giornali al giorno, Il Mercantile perché dà un po’ di spazio alle piccole realtà che poi piccole non sono, Il Secolo XIX, il giornale regionale che forse così cambiato mi ha un po’ stravolto e fatico a trovarmici, La Stampa che non è male, La Gazzetta dello Sport, che parla di un argomento a me caro perché faccio sport da una vita, e lo farò sempre, infine alla sera dopo una giornata di fatica fisica e mentale il Corriere della Sera e il nostro Giornale, soffermandomi sulla parte di Genova e dintorni, dove trovo le vostre penne per niente spuntate precise, puntuali, coraggiose a prendere le parti dei più deboli. Spero che Genova e la Liguria abbiano una guida sicura e illuminata perché ora siamo ancora nel tunnel. Ma io dico chi sono gli italiani che hanno votato a sinistra, se tutti quelli a cui parlo dicono di essere nel centrodestra?
Caro Massimiliano, diventa sindaco così qualche volta viene Silvio. Con simpatia,
Mario Sciacca