Rooney-Thiago il bello del calcio, Dinho-Park effetto follia

Come ce la vogliamo giocare? Liscia o gassata? Come ce la vogliamo godere? Sguardo d’assieme o «one to one» che non sarà l’essenza del calcio, ma è il suo sale? Bene per ora proviamo a giocarla «one to one», poi il campo dirà. Milan-Manchester non è solo il revival di Beckham. È Rooney contro Thiago Silva, ciascuno per il suo mostra tanto di muscoli. L’eterna sfida della solitudine dei portieri. La fisicità di Ferdinand e Huntelaar. Andiamo a vedere con tanto di voti (alla speranza) del come saranno. Sorta di guida per lo spettatore. Partiamo dal top.
Thiago Silva vs Rooney: voto 9. Se ci deludono, potremo chiedere indietro il prezzo del biglietto. Un brasiliano di ferro contro il giocatore universale per eccellenza. Un piede d’oro contro l’ultimo erede di J. Cruyff. Dice Beckham: Rooney è l’uomo chiave. Dice il Milan: Thiago la nostra cassaforte. Giochiamo a guardia o ladro?
Dida-Van der Sar sv. Non fidandoci di nessuno dei due, meglio stare nel vago. Ognuno è stato ragazzo prodigio, nel bene e nel male. Ma comunque vada, che siano papere o miracoli, sarà uno spettacolo.
Pirlo-Scholes voto 8. Qualcuno, patito della tattica, dirà: magari non si guarderanno. Ma se proveranno ad incrociare occhi e tackle, sarà il più classico dei duelli: la classe morbida dell’uno contro lo stile ruvido dell’inglese. Da goduria.
Beckham-Fletcher 8 (di simpatia). Per gli inglesi Fletcher è The Warrior (il guerriero), soprannome rifilato solo a Gattuso sull’altro fronte. Sarà pure che il divino David si sia lasciato bene con il Manchester, pensiamo pure ai suoi occhietti lucidi, ma c’è puzza di ferro e fuoco. Beckham è uno che non si tira indietro, l’altro ci va a nozze. La simpatia è solo per il nostalgico David e per le sue caviglie a rischio.
Huntelaar-Ferdinand 7. Il fisico al potere, la testa (intesa come attrezzo) pure. Due extralarge in campo, spettacolo calcistico incerto. Ma sarà uno sgomitare da faville. A chi basta....
Pato-Evra 5 (per disperazione). Non fatevi ingannare dall’aureola del principino brasiliano: se in forma non ci sarà storia; se stanco, non ci sarà proprio; se Evra picchierà, se ne starà nelle sue tane; se Evra correrà non lo inseguirà. Insomma c’è il tanto perché il duello sia comunque sbilanciato da una parte o dall’altra.
Ronaldinho-Park 8. Lasciateli fare. Una giocata loro allunga la vita agli altri. Non c’è scampo al geniale folleggiare di Ronaldinho. Non c’è riparo dall’esuberante sfarfalleggiare del coreano. Cosa c’entrano un coreano e un brasiliano nel calcio? Dimostrano il bello del pallone.