Rosa Balestra. Per una volta il grande Renato tradisce il suo blu

Bando al blu tradizionale della maison, stavolta Renato Balestra punta sul rosa. Un tenue e antico rosa-perla, accostato soprattutto al nero in contrasto. Un rosa che è anche il colore dell’ottimismo, merce preziosa in tempi di crisi. 

«In Italia - spiega il couturier- ce n’è tanto bisogno. Bisognerebbe risollevare il paese partendo da sanità, turismo e moda, un made in Italy che i politici dovrebbero sostenere e invece ignorano, disertando le sfilate». Nella quarta giornata di Alta Roma Balestra presenta, nell’antica sala del Santo Spirito in Sassia, una ventina di abiti che coglie «l’essenza dell’eleganza, sfrondata di troppi fronzoli, del superfluo», come dice il maestro. Meno fiocchi dietro le gonne da sera, meno sontuose cappe a ballon ad esaltare l’abito, meno cascate di cristalli che farebbero grande effetto in passerella ma sacrificherebbero gradi di vestibilità e sobrietà. Più sartorialità essenziale e nascosta nei dettagli. Come i ricami di piccolissimi swarovsky con il motivo «a filigrana», che creano sofisticate stelle d’argento sui lunghi modelli a sirena. Come i tagli alla Fontana, che aprono raffinate «ferite» sulla pelle nuda, giocando su differenti tipi di nero. Come le manciate ben dosate di piccole rose ricamate su scolli e orli. Come gli strati di tulle nero e rosa sovrapposti in modo da bilanciare l’effetto e allontanare anche il benchè minimo sospetto di volgarità. Come la lavorazione a «sbalzo» dei ricami sulle piccole giacche nere.
Suona «La vie en rose» e le modelle, spoglie di troppi gioielli, hanno solo grandi perle rosa che pendono alle orecchie. Stavolta non c’è una sposa a chiudere il defilè di modelli tutti da cocktail e da sera, ma lo fa alla grande un meraviglioso abito sempre in bianco e rosa.
La lezione della semplicità, quella di Chanel che diceva di guardarsi allo specchio la mattina e togliere sempre qualcosa, Balestra la ripete anche con la sua sfilata a tutti i giovani che vogliono diventare grandi stilisti come lui.
Il dialogo si è rafforzato negli ultimi due anni, in cui l’iniziativa «Be Blu Balestra» lo ha messo in contatto con i ragazzi di scuole e accademie che sperimentano la moda nuova. E a tutti ha raccomandato di non farsi travolgere dalla voglia di arrivare subito, ma di coltivare con profondità la loro passione. Privilegiando la semplicità sull’eccesso. Se ne sono visti, in questi giorni, di giovani stilisti sulle passerelle romane . E in pochi quella lezione l’hanno capita.