Una rosa bianca nel tricolore dedicata a Francesca

All'appello: una rosa bianca stretta in una fascia tricolore. È così che il Municipio Levante ricorda Francesca Montalto, la consigliera di Forza Italia scomparsa dopo una lunga malattia. A pochi giorni dal lutto, giovedì sera si è riunito il parlamentino genovese nella sede di Quarto intitolata a Giuseppe Garibaldi. A inizio seduta la segretaria fa l'elenco dei presenti, e arrivata alla emme gli sguardi ruotano verso la sedia di Francesca sulla quale è stato posto quel fiore, simbolo, spiegano gli esperti, dell'amore puro e spirituale. Un minuto di silenzio. Un lungo applauso. Un fiume di memorie. Memorie famigliari e aneddoti politici sulla consigliera ricordata da tutti soprattutto per la battaglia (vinta) a favore del castello di Nervi.
«La cosa bella è stata conoscere questa donna innamorata di Forza Italia e della politica. Una persona che per il modo di fare e l'impegno rimarrà un esempio per tutte le donne», spiega la coordinatrice azzurra Alba Viani riferendosi a Francesca che raccoglie onori bipartisan. «Al di là delle differenze e delle contrapposizioni politiche, Francesca va ricordata per l'impegno e la dedizione che l'hanno vista sempre in prima fila», interviene l'ex presidente di Municipio, Giovanni Calisi (Ulivo) che definisce la vita della consigliera «una lezione di coraggio». Non solo per l'impegno che ha continuato a dare nel suo lavoro anche durante la lunga malattia, ma soprattutto, specifica Calisi, per il suo carattere: «Francesca non era una persona di mediazione. Per lei non esisteva la diplomazia politica e non ha mai fatto un passo indietro sulle sue idee in un periodo in cui tutti sono sempre pronti a cambiare bandiera».
Se arriva una critica dall'opposizione, non è certo contro la consigliera forzista, ma da parte di chi avrebbe voluto esserci a dare l'ultimo saluto e non è stato informato per tempo: «Le mie parole sembreranno dure in questo triste momento ma è tale il mio dolore di non essere stata presente alle esequie di Francesca alla quale porto tutto il mio pensiero cristiano», è lo sfogo di Antonietta Mozzoni (Ulivo) che non ha ricevuto le mail semplicemente perché non possiede un computer.
Tocca al presidente del Municipio, Francesco Carleo (An), scusarsi con la Mozzoni e portare «il profondo cordoglio del municipio» alla famiglia di Francesca che durante la sua esperienza politica «ha dato tutta se stessa dimostrando grinta, passione ed entusiasmo nell'assolvere il suo mandato». Nell'annunciare, in ricordo della consigliera, una raccolta fondi a favore del Centro oncologico ligure del professor Valenti, Carleo ha inoltre deciso di portare avanti «un grande obiettivo di Francesca»: creare nel territorio del municipio un centro per la prevenzione e la consulenza oncologica a cura di una associazione del settore. Un impegno non facile, visto che dovranno essere trovate le attrezzature necessarie e, soprattutto, dei locali idonei. Ma, assicura il presidente, «stiamo già lavorando per individuare una sede adeguata».
Un'impresa che giovedì sera ha trovato un nuovo alleato. Simone Di Maria, primo dei non eletti della lista di Forza Italia alla consultazione elettorale del maggio 2007, è stato nominato consigliere municipale «per surrogazione» in seguito alla scomparsa di Francesca Montalto. «Di Maria è alla sua prima esperienza politica ma ha conosciuto Francesca e si è impegnato a portare avanti il suo lavoro», spiega Carleo al consiglio. Mentre il neo consigliere rimane in silenzio, seduto tra il pubblico fino al momento della sua nomina. Solo allora viene fatto sedere a fianco del posto che è stato di Francesca. «Quando mi sono candidato come consigliere, non avrei mai pensato di arrivarci in questo modo», si sfoga alla fine beccandosi una pacca sulla spalla dal vicino: «Francesca era una combattente, lo diventerai anche tu».