La Rosa nel pugno punge l’Ulivo: grave errore arruolare magistrati

Al congresso dello Sdi Boselli attacca la Quercia: «Giustizialista». Poi critica Rutelli: «Clericalista e integralista». L’ira degli alleati e l’imbarazzo di Prodi

Laura Cesaretti

nostro inviato a Fiuggi

Lo aveva previsto, Enrico Boselli: «Vedrete che quando tiro in ballo Ruini e D’Ambrosio viene giù il congresso». E il segretario dello Sdi conosce il suo popolo, perché succede proprio così: lui dal podio mena fendenti agli alleati, al «clericalismo» di Francesco Rutelli e al giustizialismo della Quercia di Piero Fassino, e la platea riunita al Palaterme di Fiuggi esplode in un'ovazione.
Quando poi il leader socialista attacca a testa bassa l'idea diessina di candidare l'ex procuratore di Milano, «protagonista del pool di Mani pulite», insieme agli applausi partono fischi e grida di «vergogna». Romano Prodi, seduto in prima fila, si irrigidisce. Massimo Brutti e Roberto Barbieri, inviati da Fassino a rappresentare la segreteria, assistono impietriti. Sembra più divertito invece il presidente della Rai Claudio Petruccioli, anche lui ds, che però pare quasi annuire. Boselli la gioca con abilità: usa le dichiarazioni di Francesco Saverio Borrelli per condannare quella che ritiene «una scelta profondamente sbagliata»: «Borrelli ha detto: “Non approvo i magistrati che usano la popolarità raggiunta a causa della loro attività per scendere in politica”. È anche la mia idea». E non si ferma qui: «Dice anche: “Certo mi dispiacerebbe se il centrosinistra dovesse attingere a piene mani nella magistratura per dieci, cento candidature. In questo modo potrebbe apparire fondata l'accusa di politicizzazione rivolta dal presidente del Consiglio alla magistratura”. A buon intenditor - conclude Boselli - poche parole». Purtroppo, invece, su tutto il capitolo della giustizia «non si può certo dire che né l'Unione, né l'Ulivo formato Margherita-Ds abbiano una posizione liberale, libertaria e progressista». C’è una «sostanziale arretratezza» del centrosinistra sul garantismo, come ha dimostrato anche «l’ostilità delle principali forze dell’Unione verso l'amnistia sostenuta da Marco Pannella», l'alleato della Rosa nel Pugno che oggi parlerà al congresso di Fiuggi. Fassino avrebbe gradito portare un suo saluto, ma all'ultimo momento ha deciso di non venire neppure: l'affondo su D'Ambrosio era nell'aria, il rischio di fischi anche. E oggi, guarda caso, sarà a Milano a presentare la contestata candidatura di D'Ambrosio. Boselli non fa sconti: se il centrosinistra vuole contrastare Berlusconi, spiega, deve farlo «sposando appieno i principi della democrazia liberale, fugando qualsiasi sospetto che possa portare ad una rivisitazione storica nella quale si consideri il pool di Mani pulite teleguidato dai ds». Ce ne è anche per Rutelli, che ha mandato all'aria il progetto di un partito riformista e si è schierato «con le posizioni di Ruini», trasformando la Margherita in un «partito a netta prevalenza cattolica». Una «scelta integralista», una «svolta strategica». Che, unita alla «arretratezza» della sinistra su temi come la giustizia, rende Boselli e la Rosa nel Pugno assai pessimisti sul futuro dell’Ulivo prodiano: «Non ci convince proprio un partito democratico che fa affiorare una sorta di asse tra il clericalismo dei seguaci di Ruini e il giustizialismo dei simpatizzanti di D’Ambrosio». Un connubio poco promettente, agli occhi del soggetto laico, riformista e modernizzatore che Boselli, Pannella ed Emma Bonino stanno costruendo e che rappresenta «l’unica novità della politica italiana». Ma che incontra - non nasconde il leader Sdi - «difficoltà ricorrenti» in un centrosinistra che ha contribuito a «sottovalutarci, oscurarci e contestarci».
La Bonino, bersagliata dai flash, abbraccia l’alleato socialista. Prodi si allontana cercando di schivare i giornalisti, sussurrando solo che Boselli «pone problemi importanti nei rapporti tra Ulivo e Unione». Arturo Parisi si fa carico di difendere la Margherita dai «giudizi severi e ingiusti» dello Sdi. Gli ambasciatori ds, messi nel mirino, se ne vanno in silenzio, con la faccia scura.