«Rosa nel pugno vìola i divieti sui sondaggi»

«Siamo stupefatti ed increduli di come la sinistra stia conducendo questa campagna elettorale, violando deliberatamente qualsiasi regola di base della nostra democrazia».
L’onorevole di Forza Italia e sottosegretario alle telecomunicazioni Paolo Romani attacca i rappresentanti della Rosa nel pugno che ieri mattina, durante una conferenza stampa di appello al voto per chiudere la diaspora socialista, hanno distribuito sondaggi elettorali sulla città di Milano realizzati dalla società Consulting Unit per conto della Rosa nel pugno. Un sondaggio sulle intenzioni di voto di oltre 600 giovani milanesi nati tra il 1982 e l’87, da cui emergeva che il 44 per cento avrebbe scelto l’Unione e il 26 per cento la Casa delle libertà. Un’indagine resa nota il 24 marzo scorso, ma che ieri per legge non poteva essere nuovamente resa pubblica visto che legge, nelle due settimane precedenti al voto, vieta di citare anche i sondaggi vecchi. Solamente venerdì, ricorda Romani, «i vertici nazionali della sinistra avevano attaccato duramente il premier Silvio Berlusconi arrivando fino all’accusa gravissima di “calpestare le regole brandendo sondaggi elettorali, malgrado i divieti di legge”». Ma Berlusconi, sottolinea l’onorevole, «aveva parlato solo di tendenze elettorali in termini politici, senza fornire alcuna cifra. Ciò che è accaduto oggi (ieri, ndr.) invece è gravissimo: non solo la Rosa nel pugno ha violato la legge distribuendo un sondaggio elettorale con tanto di percentuali numeriche sui partiti a Milano ma soprattutto quanto accaduto dimostra come la sinistra non sia affidabile».
Le regole e i principi, conclude Romani, «vengono branditi solo quando, ingiustamente, si vuole fare terrorismo nei confronti di Forza Italia e Berlusconi. Chi disprezza le norme sono i signori della sinistra, La serietà al governo non è uno slogan degno di loro che di serio, come dimostrano i fatti, non hanno nulla».