La Rosa non assolve l’Unione «È genuflessa al Pontefice»

Anna Maria Greco

da Roma

Il centrodestra applaude compatto, mentre le parole del Papa al Partito dei popolari europei fanno esplodere le contraddizioni dell’Unione. E alle reazioni entusiastiche della Cdl fanno da controcanto accuse di ingerenza politica e inviti a non strumentalizzare, dure critiche o tentativi di minimizzare. Romano Prodi, da leader dell’Unione, fa uno sforzo per dare un’immagine coerente del suo schieramento. «La voce della Chiesa - dice - si fa legittimamente sentire nel rispetto della reciproca autonomia e libertà». Mentre lui parla delle «nostre coscienze di cristiani» e dell’impegno a promuovere «i valori della vita e della famiglia», radicali e socialisti della Rosa nel Pugno reagiscono furibondi, attaccando lo Stato Etico che auspicherebbe Joseph Ratzinger. La politica italiana «sembra pressoché unanime nella genuflessione», accusa il radicale Daniele Capezzone. Preoccupato delle ripercussioni sul voto del discorso di Benedetto XVI sulla difesa della vita e della famiglia, il centrosinistra si esprime con una serie di voci, concilianti o battagliere, ma prevale la cautela della Margherita e della Quercia.
Gli esponenti di Fi, An, Udc e Lega, invece, dichiarano di condividere in pieno le parole del Papa e di voler difendere i valori che definisce «non negoziabili». Per il vicepremier e ministro degli Esteri Gianfranco Fini le polemiche sono «infondate, fuori di luogo», di chi «non ha argomenti». «Come si può contestare al Santo Padre - chiede il leader di An - l’autorità morale e religiosa per ribadire concetti e valori fondamentali per la dottrina della Chiesa?».
Sull’altro fronte, il leader dei Ds Piero Fassino avverte che «chi rispetta il Papa non lo usa in campagna elettorale». La Quercia si distingue per i toni moderati e concilianti, anche se il presidente onorario di Arcigay Franco Grillini insiste sulla tutela delle unioni di fatto e definisce «inaccettabile» l’intervento del Papa. Sul no ai Pacs Fassino deve intervenire e spiega che il pontefice difende i valori della sua Chiesa, mentre lo Stato deve «dare leggi che garantiscano l’uguaglianza di tutti i cittadini e le scelte di vita di ogni persona». Anche il presidente Massimo D’Alema, negli «Incontri Adnkronos», sta attento a non farsi trascinare nella polemica e dice che per la Chiesa è «doveroso» intervenire sui temi etici, della famiglia, della pace, della povertà, così com’è «giusto» che la politica «si misuri su questo piano». Ma la legislazione di un Paese laico non deve «uniformarsi alle indicazioni della Chiesa». «Come ci sembra inaccettabile - dice D’Alema - la teocrazia del mondo islamico, così riteniamo impropria l’interferenza sulle leggi dello Stato». Anche Verdi e comunisti si limitano a respingere ogni strumentalizzazione.
Troppo teneri, per la Rosa nel pugno. Capezzone vede una Cdl fatta di integralisti e un’Unione, Ds compresi, che subisce la linea ossequiosa alla gerarchia ecclesiastica imposta dalla Margherita. Il leader dello Sdi Enrico Boselli dice che lo Stato etico, in cui i peccati si trasformano in reati, è «agli antipodi» dello Stato laico delle grandi democrazie occidentali. Più moderata, anche se puntuta, è Emma Bonino. Per lei il Papa non dà indicazioni di voto, come ha fatto invece il cardinale Camillo Ruini pochi giorni fa. «Certo che a 10 giorni dal voto - osserva - è l’ennesimo sintomo della debolezza della classe politica che non reagisce mai». I Pacs sono «un atto d’amore di giustizia» per il segretario socialista Bobo Craxi e alle elezioni non si sceglie una «tavola dei valori» .
L’altra faccia dell’Unione è quella tonda di Pierluigi Castagnetti che cerca di contenere i danni e di non offendere nessuno Oltretevere. L’esponente della Margherita ricorda che la Chiesa si rivolge a tutti i popoli e le parole del Papa non possono essere trascinate nella campagna elettorale di un Paese. «Ogni strumentalizzazione è gratuita oltre che inopportuna». Il leader dell’Udeur Clemente Mastella ricorda però di essere sempre stato contrario ai Pacs e anche all’ingresso di Capezzone nell’Unione.
Sui valori difesi dal Papa, interviene il vicepresidente azzurro del Ppe Antonio Tajani, «siamo da sempre impegnati come politici». Sono i principi che la Lega difende, interviene Roberto Calderoli. «Abbiamo ritrovato - sottolinea l’altro vicepresidente e segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa - le ragioni del nostro impegno politico». Nessuna interferenza o ingerenza, per Riccardo Pedrizzi di An.