Rosetta Alberoni: la capisco

«Un errore del Cavaliere scherzare sul matrimonio, ma sono litigi tra due persone che si amano»

da Milano

«Penso che Veronica Berlusconi abbia fatto bene a rendere pubblico il suo sfogo. Soprattutto perché - è la premessa - lei è senz’altro la prima a sapere quella che è ormai una verità oggettiva e riconosciuta. E cioè che suo marito è simpatico, sempre pronto alla battuta, ma anche alle galanterie elargite con generosità».
Non ha esitazioni, Rosetta Alberoni, scrittrice che alla famiglia, ai rapporti di coppia e ai sentimenti ha dedicato e dedica particolare attenzione, nell’approvare la lettera aperta inviata a Repubblica dalla moglie dell’ex premier.
Sembra però che nella sua premessa ci sia un «ma» in sospeso?
«Il “ma” è che stavolta il Cavaliere ha superato a mio avviso quel limite che la moglie, come tante mogli di spirito, in precedenza gli aveva sempre perdonato. Lo faccio anch’io con mio marito, quando fa dei complimenti a qualche donna particolarmente bella, o anche soltanto elegante».
Quale limite?
«Quello di aver usato il verbo “sposare”, perché questo non si fa. Questo non si può fare perché scherzare su questo punto equivale a ferire la propria donna, la propria moglie, che poi è anche la madre dei tuoi figli. Anche io mi sarei offesa se mio marito avesse usato quel verbo, pur se per fare soltanto quella che si reputa una battuta. E quindi comprendo che anche una donna tollerante come la signora Veronica abbia reagito in quel modo. Perché, ripeto, si può dire a un’altra donna che è bella, elegante e affascinante, tutto quanto, ma non metterla sullo stesso livello della propria moglie. Così ne va di mezzo anche il valore della famiglia, che è sacro».
Tema quanto mai attuale...
«Certo, e a questo proposito dirò di più: Veronica ha fatto bene anche perché così, proprio in un periodo in cui tanti attaccano la Chiesa e la famiglia, lei ha riaffermato quel valore della monogamia che è a fondamento della nostra società già dai tempi di Roma antica. Prima ancora del Cristianesimo la famiglia era inviolabile e monogamica. Il luogo ultimo, sacro e inviolabile. Un concetto che poi il Cristianesimo ha fatto proprio e santificato».
Considerazioni condivisibili e sacrosante. Ma al di là di quella che lei giudica una giusta reazione, come valuta la scelta di renderla così platealmente pubblica?
«Ma questo non è altro che la dimostrazione che quanto è avvenuto è in fondo un problema sorto tra due innamorati. Succede proprio quando ci si ama davvero: “Tu mi hai fatto male e io ti ripago con la stessa moneta”».
Ovvero?
«Ovvero ti faccio male anche politicamente, inviando il mio sfogo non a un giornale amico, ma al tuo peggiore nemico. Ma ripeto, i dispetti se li fanno soltanto le persone che si amano per davvero, non certamente quelle che per l’altro provano ormai solo indifferenza».