Per Rosneft esordio deludente in Borsa

L’esordio borsistico di Rosneft sulla piazza di Mosca non è stato brillante. L’azione del gigante petrolifero russo controllato dal Cremlino, infatti, ieri ha chiuso la prima giornata di contrattazione a 7,42 dollari con un ribasso dell’1,7% sul prezzo di 7,55 dollari fissato dall’offerta iniziale di acquisto. Grazie all’appetito degli inglesi di British Petroleum, dei malesi di Petronas, dei cinesi di Cnpc e di un quarto misterioso compratore, Rosneft non ha avuto problemi a vendere con l’Ipo il 14,3% delle azioni quasi ai massimi della forchetta tra 5,85 e 7,85 dollari annunciata verso fine giugno. Alcuni analisti affermano che Rosneft ha un potenziale di crescita in Borsa se con l’aiuto del Cremlino si impossessasse a prezzi iperscontati di quanto resta della Yukos, dopo l’incarcerazione del suo fondatore e azionista principale, l’oligarca Mikhail Khodorkhovski, per evasione fiscale e frode.