Rosolino è ancora l’uomo-guida «Ma ci trascineranno le donne»

Il ct aveva detto: «Solo la staffetta per lui». Invece farà anche 200 e 400. «Dopo tanto lavoro devo raccogliere»

Nostro inviato

a Budapest

Max Rosolino non si arrende mai. Cambia gli amori, non l’amore per la guerra in vasca. Cerca medaglie e tempi, non tanto l’atto di presenza.
Rosolino, è ancora il trascinatore della compagnia?
«Certo, mi auguro di trascinare gli avversari nella pozza. Siamo in tanti, non c’è fretta per andare in ferie. Abbiamo speso tanto tempo per venire qui, ora vorrei raccogliere i frutti».
La forma sta a punto? L’anno passato a Montreal doveva essere splendida e fu un buco nell’acqua...
«Visto che l’anno passato avevo detto: sto bene e sono andato male. Ora dico: sto benissimo. Così posso solo migliorare. Sempre meglio esagerare».
Alberto Castagnetti, il ct, dopo Montreal disse anche: Rosolino e Brembilla ormai servono solo per le staffette. Ed invece siete ancora qui. Chi si era sbagliato?
«Vabbè, dopo non mi ha più detto una cosa del genere. In quei giorni c’è stata qualche parola di troppo, ma poi si è rimangiato l’idea. E come vedete devo fare anche la staffetta. Ma ora basta con polemiche e gossip: questa è la nostra vetrina, ci teniamo a vincere».
Che Italia sarà?
«Siamo tanti, un bel gruppo di atleti. A Madrid gli uomini trascinarono tutti, qui potrebbero essere le donne. Ci hanno un po’ rubato la scena, ma siamo contenti. La Filippi ha le potenzialità per essere una stella. Io e Magnini, in allenamento, ci sfidiamo ogni volta e uno tira l’altro. Lo spirito di competizione fa bene. È inutile essere il migliore fra le mezze pippe».
Rosolino a cosa punta?
«Sto meglio nei 200 stile libero, ma devo sfatare la pecora nera: nei 400 devo tornare a scendere sotto i 3’46"».
A proposito di pecore nere: nello sport piove doping. Visto cosa ha combinato Gatlin?
«Siamo alle solite. Qui bisogna sempre parlare di meno e fare di più. Noi abbiamo collaborato il più possibile per tenere tutto sotto controllo».
Gatlin è uno che ha vinto tutto. Lo sport è ancora credibile?
«Vorrei sapere con quale faccia avrà il coraggio di presentarsi alla gente, uno che ha vinto tutto come lui. Ormai l’interesse economico ha preso il sopravvento, specialmente negli sport più ricchi. Non serve vincere, serve guadagnare».
Vincere per guadagnare...
«Una volta ho sentito dire da un ciclista, mi pare fosse un ciclista: perchè non drogarmi se, anzichè guadagnare 400 milioni, posso avere un miliardo? Discorso squallido. Ed allora è giusto che paghi chi sbaglia».
Non tutti pagano?
«Non credo sia giusto condannare uno a sei mesi, perchè negli Stati Uniti ha preso un Multicentrum, e un altro a un mese per nandrolone. Il nandrolone non cura il raffreddore. Rubare una mela non è come svaligiare una banca. Dunque non aggiriamo le regole, ma non fateci fessi in altro modo».