Rosolino gioca nella piscina di «casa»

nostro inviato a Melbourne

Max Rosolino giocherà a metà in casa. «Melbourne è la città di mia mamma, ma io difendo il tricolore al cento per cento». Federica Pellegrini giocherà in trasferta. «Provo i 400 metri, una gara nuova, mi sento un’esploratrice. Vediamo di divertirci». Il mondiale di Melbourne si infila in piscina, in quella che fa impazzire anche gli australiani: nella notte quattro finali, comprese le due staffette 4x100 sl.(l’Italia gareggia solo con gli uomini), ha detto Rosolino, strizzando l’occhio al ricordo di Thorpe. «Una perdita per lo sport», ha soggiunto grattandosi la barba folta, che sparirà prima della gara. Fuori vasca il nostro è stato mattatore, neppur gli fosse rimasto il virus televisivo. Si è improvvisato traduttore dall’inglese all’italiano, e viceversa, ad uso e consumo della stampa di tutto il mondo. Ora dovrà provarci in gara. Pronti via ed è subito sfida con Grant Hackett nei 400 stile libero. Ad ognuno il suo. Hackett naviga per grandi mete. Il nostro cercherà di capire se questa gara potrà essere riproposta alle Olimpiadi. «Cercherò di nuotare forte e riscattare l’amaro di Montreal che mi porto dietro».
Nella Rod Laver Arena, al posto dei campi da tennis ora c’è una piscina, capienza ridotta ma sempre per un grande spettacolo. I tecnici dicono che sono destinati a cadere molti primati del mondo. Il nuoto manda in acqua subito il meglio della gente da record: da una parte Hackett, dall’altro Laurie Manadou, regina dei 400 stile libero, recordwoman, con fidanzato italiano (Marin) al seguito. Una che ha tutto per essere felice.