«Rossa da choc Almeno quest’anno non potrò vincere»

Com’è rumoroso il silenzio. In Ferrari nessuno chiede di Schumi e la Mercedes e di come se la passi l’armata uber alles costretta a interrompere i test un’ora prima causa problema idraulico. È un silenzio che sa di disinteresse voluto e di naturale tranquillità viste le risposte del cronometro maranelliano. E poi perché mai commentare davanti all’ex pilota di famiglia costretto a incassare un secondo tondo da chi l’ha sostituito in sella al Cavallino? Anche l’immensità teutonica è taciturna il giusto, sa che in fondo non è andata bene, e benché a una ragazza in cerca d’autografo sorrida e dica «quando torno te lo faccio», Micael pare l’ombra del Maicol dei tempi che furono. Sembra persino un filo stordito, sicuramente low profile. Sarà che le sberle fanno male e lasciano rosse le sue guance imperlate di un velo di sudore, rosse di questa ben augurante Ferrari che vola e di sorpresa e di una piccola, insinuante, consapevolezza: sarà più dura del previsto. Molto più dura.
Micael, e quindi?
«Quindi sarà difficile che io vinca nelle prime gare».
Come giudica questo test? Non è che sia andata benissimo…
«No, invece sono abbastanza soddisfatto. Immagino che voi guardiate soprattutto i tempi e li confrontiate…».
Esatto.
«Invece io devo concentrarmi sull’affidabilità, fare il maggior numero di giri e non pensare ai tempi degli altri».
Altri nel senso della Ferrari. Che ne pensa dei loro test?
«Che sono molto forti. Ed è bello vedere che sono tornati. Mi fa piacere sapere che la mia ex squadra è così veloce… è stata impressionante».
È già in grado di dire se la Mercedes sarà una macchina vincente?
«È presto, però mi sembra un’ottima monoposto… Ciò che conta è riuscire fin da subito ad andare a punti».
Ritornare in pista è stato difficile come se lo aspettava?
«No, posso dire che anzi mi è parso più facile del previsto, però non dimenticate che ero fermo da tre anni, per cui anche io, nonostante tutta l’esperienza accumulata in tante stagioni, ho bisogno di un po’ di tempo per adattarmi… a maggior ragione su una macchina nuova».
E come si sente con questi campioni del mondo in gara con lei (Hamilton, Button, Alonso)?
«Francamente non penso ai loro record, devo solo pensare a quel che potranno ottenere d’ora in poi».
Era dal 1999 che non c’erano così tanti grandi piloti medagliati in F1 (all’epoca: lei, Hill, Villeneuve, Hakkinen).
«Sì, è vero».
Non è che stavolta sarà ancora più dura? Ai tempi l’unico veramente pericoloso e su auto competitiva era Hakkinen?
«Sì, stavolta sarà un campionato più eccitante».
Il suo amico e team manager, Ross Brawn, ha detto che da lei si aspetta tante indicazioni.
«Guardate che sono qui per questo».
BCLuc