«La Rossa insiste? È tutto inutile»

Come previsto la Ferrari, in assenza di nuovi elementi che smuovano la Fia, non può presentare appello contro la sentenza che lo scorso giovedì, a Parigi, ha giudicato colpevole e, contestualmente «assolto» per mancanza di prove la McLaren dall’accusa di essere entrata in possesso dei documenti (il famoso dossier) del Cavallino. Motivo? La McLaren-Mercedes F1 2007 è diversa dalla Ferrari 2007. «Ma il fatto che conoscessero tutto di noi non conta? E come facciamo a dimostrare certe somiglianze delle monoposto - era stato il sunto del Todt-pensiero all’indomani della beffa - se non ci è permesso visionare le loro macchine?».
A Modena, in Procura, è intanto rientrato dalle ferie il pm Tibis, titolare dell’inchiesta per sabotaggio e frode sportiva a carico dell’ex tecnico della Rossa, Nigel Stepney (l’uomo accusato a Modena del tentato sabotaggio e coinvolto nell’affaire Coughlan: l’ingegnere McLaren che proprio da lui avrebbe ricevuto il dossier sulla Rossa). I carabinieri del Ris, ieri, hanno fra l’altro consegnato al magistrato le risultanze delle analisi sulla famosa polverina sabotatrice: dovrebbe trattarsi di un integratore alimentare. «È una sostanza banale che però nessuno metterebbe nella propria auto» ha sottolineato il pm. La Ferrari non avrebbe invece ancora presentato la denuncia, stavolta penale, a carico della McLaren per la vicenda Coughlan. «Non mi risulta» sottolineava ieri sera il portavoce del Cavallino. Che slitti ad oggi? Probabile, anche perché l’apertura del filone penale spingerebbe la Procura modenese a chiedere una rogatoria per accedere al memoriale del tecnico McLaren.
Questo mentre il capo della F1, Bernie Ecclestone, fa sapere che «la spy story è senza senso... se la Ferrari pensa che la decisione Fia sia sbagliata vada avanti, ma alla fine non penso cambierà nulla a livello di mondiale». Dice la sua anche il capo Mercedes, Haug: «Qualsiasi altro appello avrebbe lo stesso effetto di Parigi».