La Rossa umilia il Dottor Rossi: la MotoGp trema

Stoner, terza vittoria. La lezione Ducati ai giapponesi solleva veleni. Il team: «Già controllati, fatene altri» E la moto risulta ok. La rabbia del presidente Minoli

da Shanghai

Va così forte che qualcuno pensa addirittura che sia fuori regola, che il suo serbatoio abbia più di 21 litri e il motore sia più grande degli 800 cc imposti dal regolamento. Ma la Ducati è a norma, e anche le ultime verifiche tecniche hanno tolto qualsiasi dubbio. «Siamo sempre disponibili a qualsiasi controllo. Sappiamo di essere in regola - spiega sereno Livio Suppo, direttore del progetto - e questo è stato ribadito da numerose verifiche, non solo da quelle odierne (in Qatar controllate benzina e capacità del serbatoio, in Cina motore smontato per verificare la cilindrata, ndr)». Tutto, sempre, a posto. Per cui, se la Rossa va tanto più forte di Honda, Yamaha, Suzuki e Kawasaki - mediamente 15 km/h in più in rettilineo - è solo perché a Borgo Panigale, provincia di Bologna, sanno fare le moto meglio degli altri. Sul tema, in serata, è intervenuto anche il presidente della casa italiana, Federico Minoli: «Sento la necessità, come tifoso, a nome di tutti i ducatisti, di protestare con rabbia contro le false insinuazioni su presunte scorrettezze tecniche fatte nella trasmissione televisiva Fuori Giri (la questione dei sospetti era tra gli argomenti trattati dalla rubrica di Italia 1 in diretta con Shanghai, ndr)... Saremmo molto contenti che tutti gli italiani ne fossero orgogliosi...».
Questa la polemica. Nel pomeriggio cinese, invece, i complimenti addirittura della Honda: «Ci ha sorpreso, è una piccola fabbrica, ma la Ducati è stata più brava di noi», il riconoscimento a caldo di Satoru Horiike, numero uno della Hrc, stupito dalla Desmosedici GP7 e da Casey Stoner, il ragazzino australiano con la faccia da fumetto che ha dominato il Gp. «Non mi sono mai innervosito quando Rossi forzava la frenata passandomi davanti, perché sapevo di poterlo ripassare in rettilineo» dirà onestamente Casey che ha vinto tre delle quattro gare fino a oggi disputate. Perché la Ducati va forte, sicuramente permette a Casey di ragionare, di non spingere mai al limite, ma deve comunque essere guidata e in questo senso il confronto con il compagno di squadra Loris Capirossi, sesto e staccato di 26", dice che nei successi della rossa a due ruote c’è anche tanto merito di questo talentuoso pilota australiano. «Ho cercato di stare davanti, di imporre il mio ritmo e di essere costante. Non ho mai dovuto spingere al 110%, come invece mi capitava tante volte nel 2006 con la Honda. Ma adesso è diverso e ringrazio la Ducati e la Bridgestone per l’occasione che mi è stata data».
Superato Rossi alla fine del primo giro, in pieno rettilineo naturalmente, Stoner ha impresso alla gara un ritmo forsennato, che solo Valentino e John Hopkins con la Suzuki sono riusciti a tenere. Vista la differenza di moto, per tentare di vincere Rossi avrebbe dovuto inventarsi qualcosa di straordinario e quando ci ha provato, al 16º giro, è finito lungo e il vantaggio di Stoner ha superato i due secondi: fine della gara, terza vittoria e primato in classifica con 15 punti di vantaggio. «Forse domani mi sveglierò da questo sogno meraviglioso. Con Rossi è stata una sfida bella e appassionante. Quando Valentino ha sbagliato ho preso un po’ di margine e ho potuto rilassarmi, ma se fosse stato necessario alla fine avrei anche potuto andare più forte».
Non ditelo agli altri, però, potrebbero deprimersi. Battere l’accoppiata Ducati-Stoner non sarà facile per nessuno.