Rosselli autogestito fino alla resa della preside sulla carta igienica

Francesco Gambaro

E alla fine venne il giorno dell'autogestione. Gli alunni dell'istituto tecnico commerciale «Rosselli» di Sestri Ponente hanno deciso di «incrociare le braccia», attuando la più tradizionale forma di protesta studentesca. Nel mirino dei ragazzi è finita ancora una volta la dirigente scolastica Elsa Cirlini, già finita sui giornali poche settimane fa per aver minacciato di sospendere due studenti della succursale di Voltri, «colpevoli» di essersi baciati davanti alla scuola. Ma la musica nel frattempo non è cambiata. «Perché - dicono in coro i ragazzi - con la dirigente non c'è dialogo e per noi dialogo non significa monologo». Proprio come riportava uno dei tanti, variopinti, striscioni appesi nell'atrio. Dai più duri «Con la Cirlini dirigente, la scuola è decadente», ai più ironici «Grazie al suo mitico programma le lezioni sono un dramma. Ci aggiunge delle ore? Tutti dal provveditore». Ed è quello che hanno intenzione di fare i 350 studenti che oggi si daranno appuntamento in Largo Zecca per andare in via Assarotti dal provveditore. Al quale verrà chiesto un incontro insieme ai rappresentanti dei genitori e degli alunni, in presenza del dirigente scolastico. «Se la riunione ci verrà concessa, sospenderemo l'auotogestione», promettono Marco, Francesca, Jorik e Vincenzo, a nome degli studenti. Spetta loro srotolare i motivi della protesta. Punto primo: orari mal distribuiti. Punto secondo: lezioni di ginnastica separate tra maschi e femmine. Punto terzo: contributo di 40 euro richiesto a ogni ragazzo come cauzione per (eventuali) danneggiamenti. Infine: mancanza di carta igienica nei bagni. Intanto l'autogestione continua, con dibattiti e proiezione di film. Il primo è stato «Jarhead - Ogni uomo combatte la propria guerra». Mai slogan al «Rosselli» fu più efficace.
Al Pertini intanto, dopo la devastazione della scuola, la preside Carla Castelli precisa di non aver denunciato alcuno studente per quanto accaduto. «Non ho fatto, né potevo farlo perché non li conosco, i nomi degli autori dei danni - spiega la dirigente scolastica -. Sono state la Digos e la Scientifica che hanno fatto i rilevamenti, hanno preso le impronte nella scuola e mi hanno chiesto di sospendere le lezioni. Se avessi saputo i nomi a cosa sarebbe servito tutto ciò?».