Rosselli, l’ebreo fatto passare per antisemita

Tutta colpa di una data, il 26 gennaio, troppo vicina a un’altra data, il 27, Giorno della memoria del genocidio degli ebrei. E di un titolo («Gli altri olocausti») che tutto voleva essere meno che irrispettoso verso la tragedia del popolo ebraico, ma che pronunciato un giorno prima della Giornata della memoria suonava a un «primo ascolto» revisionista.
Così ha pensato Rifondazione comunista, salita sulle barricate per un convegno intitolato appunto «Gli altri olocausti» e previsto per sabato (il 26 gennaio) a Recco. Il vicesindaco e assessore alla Cultura, Dario Capurro di An, aveva «sponsorizzato» l’incontro, organizzato dalla rivista bimestrale «Storia Verità». Di fronte alla protesta di Rifondazione, però, ha deciso di rinviarlo di qualche giorno «per non urtare la sensibilità di nessuno». «Anche se il convegno, e la rivista, nascono da un gruppo di persone assolutamente democratiche, non antisemite e che mai hanno negato la tragedia del popolo ebraico» racconta Alberto Rosselli, giornalista e storico, uno degli organizzatori dell’evento. «Non vorrei - aggiunge - che per colpa di Rifondazione passassimo per antisemiti». Non è finita. «Io stesso - racconta Rosselli, direttore editoriale della rivista - ho origini ebraiche e sono iscritto all’associazione Italia-Israele. Non ci sto a farmi dare dell’antisemita!». L’intento del convegno era discutere degli altri genocidi, «come quello degli armeni o dei cristiani in Sudan», che trovano poco spazio nei dibattiti. A questo sono stati dedicati gli ultimi due numeri di Storia Verità, che dovevano essere al centro dell’incontro di Recco. Erano previsti gli interventi, dell’editore, Enzo Cipriano, di Mario Bozzi Sentieri, Bruno Pampaloni, Mauro Bocci e Roberto Roggero. «Giornalisti e storci noti per la serietà delle loro ricerche, come seria è ritenuta la nostra rivista, dove scrivono anche studiosi non vicini alla destra - spiega ancora Rosselli - Rifondazione dice che volevamo presentare la rivista in spregio al Giorno della memoria, ma non ci hanno nemmeno chiesto di vederla...». L’assessore Capurro, che aveva firmato gli inviti al convegno, getta acqua sul fuoco: «Conosco e stimo che ci scrive. Rifondazione ha segnalato la coincidenza delle date con educazione, rinviando il convegno ho evitato polemiche che potevano danneggiare la rivista».