Rossi cerca l’ottava: «Li voglio affamati»

Anche se nessuno lo ammette, in casa Lazio c’è il sogno di allungare la striscia positiva fino a 12 vittorie consecutive. Che collimerebbero con il derby di ritorno. Così, tanto per restituire ai romanisti il «popopopo» di un anno fa, quando furono Totti e i suoi fratelli a vincere (11 gare) e a cantare. Per raggiungere il traguardo - che per qualcuno vale più del secondo posto ai danni dei cugini - serve però mantenere il passo, conquistando oggi l’ottavo successo di fila.
E davanti al Messina, che riavrà l’ex Bruno Giordano in panchina, richiamato dopo l’esonero di Alberto Cavasin, Delio Rossi ha chiesto una squadra affamata: «Se avessimo un rilassamento non avremmo capito molto». Come a dire che non conta il valore sulla carta delle squadre, ma il loro bisogno di far punti. Che, per i peloritani, sono di vitale importante a due mesi dal termine della stagione. «Affrontiamo il Messina che sarà motivatissimo», ha sentenziato il quarantasettenne trainer, che ha poi aggiunto: «Hanno cambiato allenatore e si giocano molto per restare in A. Le assenze? La differenza nelle squadre importanti la fa chi gioca meno e finora i sostituiti non hanno mai fatto rimpiangere chi ha giocato di più». Rossi non ha fatto pretattica («Giocherà Baronio al posto di Ledesma») e ha spiegato così la sua decisione: «Stiamo cercando di fare una squadra dove ognuno abbia la sua alternativa. Roberto deve dimostrare quello che sa fare senza voler strafare». Poi, sul modulo: «Ho deciso di cambiarlo quando mi sono reso conto che mancava qualcosa: con le caratteristiche di questi calciatori dovevamo giocare in modo differente». Insomma, a Formello non mancano gli stimoli e neanche gli spunti di discussione. Come quello riguardante Jimenez: «Ha passato mille traversie, ora sta ritrovando la tranquillità. Come ho aspettato tutti, aspetto anche lui. Lo abbiamo preso per il presente ma soprattutto per il futuro. È un giocatore di qualità». Per il signor Delio è inevitabile poi parlare dell’ex di turno, allenatore sull’altra sponda oggi, ma che molti nostalgici biancocelesti vedono come suo successore, un domani che deciderà di andarsene: «Giordano è un allenatore che ha fatto tanta gavetta, non ha bisogno dei miei consigli, ha la forza morale per superare le difficoltà cui sta andando incontro. Spero lo possa fare a partire da lunedì».
Formazione: Peruzzi fra i pali; poi Behrami, Stendardo, Siviglia e Zauri sulla linea di difesa; Mudingayi, Baronio, Manfredini e Mauri, con Pandev e Rocchi di punta.