Rossi deluso: «Ci siamo svegliati troppo tardi»

Emiliano Leonardi

Aspettavano tutti Mauro Zarate e il macedone Pandev, è invece arrivato l’uno-due dell’ex Marco Di Vaio. E La Lazio, in vetta prima del fischio d'inizio della sfida col Bologna, s'è così ritrovata a rincorrere i gol del trentaduenne «creato» da uno dei miti delle giovanili di Formello, Volfango Patarca. Due gol (straordinario il secondo) che, abbinati alla punizione-bomba di Volpi siglata al quinto del primo tempo, hanno ridimensionato notevolmente i sogni di gloria del vecchio cuore laziale. «Dopo 16 minuti ormai la frittata era fatta e abbiamo attaccato la spina solo allora», ha spiegato a fine gara il delusissimo Delio Rossi, pronto ad analizzare in maniera schietta il ko del Dall'Ara: «Solo quando eravamo sotto 2-0 poi abbiamo cominciato a giocare. Con il Lecce avevamo giocato la partita e il pareggio ci stava, oggi invece secondo me non abbiamo interpretato bene la gara dall'inizio e dobbiamo recitare il cosiddetto mea culpa». Il signor Delio è stato sintetico nei giudizi, ma avuto modo di spiegare la sostituzione del capocannoniere del campionato («Zarate rimane un giocatore importante e tornerà presto quel giocatore che è, oggi l’ho sostituito come potevo sostituire chiunque altro e non è certo colpa sua se abbiamo perso») e il rientro del goleador di giornata: «Rocchi è un giocatore importante, è uno dei pochi attaccanti italiani capace di andare in doppia cifra da diversi anni senza tirare rigori». Del 3-1 finale il tecnico di Rimini non fa comunque un dramma: «Forse abbiamo anche pagato qualche tributo alla nazionale e attaccato la spina troppo tardi, e questo non ce lo possiamo permettere, così come non ci possiamo permettere di giocare sotto ritmo. Mi auguro che questo capiti il meno possibile. Analizzare i primi venti minuti sarebbe parlare di una squadra solo lontana parente della mia. La sosta non ci ha fatto bene, adesso ripartiamo da capo. Non eravamo dei fenomeni prima, non siamo dei brocchi adesso». Finale musicale per una giornata stonata. «Lo sanno tutti che in caso di pericolo si salva solo chi sa volare bene»: il monito dell’ultima canzone di Tiziano Ferro diventa adesso un imperativo per gli aquilotti biancocelesti.