Rossi dubbioso: Rocchi o Zarate?

Zarate in panca, Rocchi in campo dal primo minuto. Sono queste le impressioni dell’ultima ora in casa-Lazio dopo aver annotato diligentemente l’amabile chiacchierata di rito di Delio Rossi prima della partenza per l’Emilia, appuntamento numero sette del campionato 2008/2009. Che vede i biancocelesti in vetta e il Bologna in apparente stato di crisi, con un tecnico sulla graticola e una squadra che, forse, già pensa al successore di Daniele Arrigoni. Perché la legge del calcio impone, quando c’è bisogno d’una scossa, il cambio dell’allenatore e non dei giocatori che scendono in campo. Il signor Delio in ogni caso non resta in sintonia con chi pensa che i felsinei siano squadra-materasso: «Non è una formazione debole, è una squadra da prendere con le molle e, proprio per questo motivo, voglio lo stesso spirito della Lazio prima della sosta: dobbiamo ragionare con il noi e non con l’io».
Il tecnico punta decisamente i riflettori sui suoi «anche perché - ha poi aggiunto - quella col Bologna non è una partita scontata, incontreremo giocatori con il coltello tra i denti. Vorranno far bene per il proprio tecnico e ce la metteranno tutta. Noi veniamo dalla sosta, quindi c’è un’incognita, però siamo forti e ci dobbiamo considerare forti: andremo là a giocarcela». Poi, il pensiero sull’utilizzo di Rocchi: «Tommaso è un dubbio che mi porterò con me tutta la notte e che scioglierò prima della gara. È vero che non ha novanta minuti nelle gambe, ma valuterò in maniera generale, considerando anche la situazione degli altri. Come per Rocchi anche per Dabo non sono convinto, non è al cento per cento». Chiaro il concetto anche sui giocatori che sono stati impegnati con le varie nazionali: «I viaggi influiscono sicuramente, però l’importante è che siano tornati sani. Alcuni sono tornati contenti, altri un po’ meno. Spero che la rabbia di chi è tornato scontento si tramuti in positività». Inevitabile, infine, una battuta su Marco Di Vaio: «L’ho cercato in fase di mercato, ma lui ha fatto altre scelte. Avrebbe avuto caratteristiche giuste per giocare con noi. Il fatto di venire dal settore giovanile della Lazio speravo che influisse su una sua scelta, ma non è stato così». Ci saranno quattromila tifosi al seguito della Lazio. «Significa che la squadra piace e incarna lo spirito della gente ben oltre il posto in classifica», commenta il trainer, che al Dall’Ara vivrà una sorta di derby, visti i natali riminesi.