Rossi e «bollicine» all’assalto della Francia

Il sole caldo, alternato a piogge provvidenziali, permetterà ovunque una raccolta a cinque stelle. La Bonarda e il Lugana, due classici emergenti, le etichette più gettonate nelle enoteche

Giorgio Scaglia

«Il mercato del vino attraversa un momento delicato da noi ma in Francia va anche peggio e in questa situazione la Lombardia può fare davvero concorrenza ai prodotti d’oltralpe, non solo con le bollicine, ma anche coi grandi rossi della Valtellina e dell’Oltrepò che ormai hanno raggiunto vertici assoluti. Quelli che vanno di più? Direi la Bonarda e il Lugana, due classici emergenti che vedo richiesti sempre più spesso nelle enoteche durante i miei giri».
Lo sostiene Carlo Pietrasanta, produttore in San Colombano e presidente del Movimento Turismo del Vino lombardo, uno che se ne intende. Anche lui sta facendo il conto alla rovescia per la vendemmia che sarà ottima: «L’uva è sana e ben matura, un ottimo viatico per vini di alto livello». Così è dappertutto: se il diavolo non farà arrivare piogge anomale o improvvide grandinate, la vendemmia 2005 sarà memorabile in tutta la Lombardia. La Franciacorta ha già dato il via alle operazioni e i grappoli di chardonnay sono a buon punto. «Tutti noi ci stiamo preparando alla raccolta delle uve per basi Franciacorta per cui si prevede un'annata eccellente». Da Timoline arriva il messaggio di Silvano Brescianini, direttore di Barone Pizzini: «Le ultime piogge hanno garantito la formazione del grappolo in maniera uniforme e senza stress. In più il delta termico notturno si è attestato sopra i 10°, il che significa che sono ottime anche le prospettive per la finezza di aromi e per le acidità». Alla storica azienda Il Mosnel, si sfiora l’entusiasmo. Giulio Barzanò, titolare dell’azienda assieme alla sorella Lucia e alla mamma Emanuela, vince l’abituale prudenza e si sbilancia: «Potrebbe essere una grande vendemmia, un’annata memorabile. Del resto tutto è andato bene: la frequenza delle piogge, le escursioni termiche e la maturazione regolare». «Anche se con una settimana di ritardo rispetto allo scorso anno, la vendemmia è iniziata con ottime prospettive» lo dice anche Arturo Ziliani, vice presidente ed enologo di Berlucchi, che aggiunge: «la qualità è ottima, forse da 5 stelle, come è stata quella del 2004». L’azienda La Montina, della famiglia Bozza, di Monticelli Brusati si appresta a festeggiare il raccolto: «Avremo vini di ottima qualità - dice l’agronomo Alceo Totò - e dal 2005 faremo grandi millesimati». Insomma, prepariamoci a gustare bollicine di valore assoluto. In Oltrepò si comincerà ai primi di settembre andando avanti, uva per uva, fino alla fine del mese. Fabrizio Maria Marzi, enologo della storica azienda agricola Travaglino è ottimista anche se ci tiene a sottolineare che tutto si deciderà in questi giorni, quando le condizioni meteorologiche avranno un'importanza determinante. «Le uve - dichiara Marzi - si presentano tutte molto sane e abbondanti. Il clima è stato ideale con giornate calde, abbondanti precipitazioni e notevoli escursioni termiche tra le ore diurne e quelle notturne, condizione che favorisce una maturazione equilibrata dei grappoli e salvaguarda la ricchezza e l'intensità dei profumi. Se tutto procederà regolarmente, prevediamo di iniziare la vendemmia nei primi giorni di settembre, partendo dalle uve di Pinot Nero per le basi degli spumanti». Contento anche Fabio Rossetti che col fratello Michele gestisce l’azienda La Costaiola, a Montebello della Battaglia: «Annata ottima per quantità e qualità, molto vicina a quella, straordinaria, del 2004. Se tutto va bene avremo bianchi profumati e rossi di ottima intensità, penso soprattutto alla Croatina. Il tutto grazie a un andamento climatico decisamente favorevole». Buone nuove anche dalla Valcalepio, dove si affilano le forbici con buone sensazioni: «Potrebbe essere un'annata buona o addirittura ottima - afferma Tiziano Belotti, l'enologo dell’azienda Tallarino di Gandosso - e le premesse ci sono tutte. L'uva è sana e la quantità, benchè registri una leggera flessione rispetto al 2004, è comunque molto soddisfacente. Ci auguriamo che si succedano giornate calde e soleggiate: dal 16 agosto stiamo monitorando quotidianamente i vigneti, in modo da individuare tempestivamente il momento ideale per iniziare le operazioni di raccolta».
E in Valtellina? Nella terra dei grandi rossi è ancora presto e il nebbiolo richiede tempi lunghi. Ma qualche previsione si può azzardare anche se la raccolta inizierà soltanto ai primi di ottobre. E sono previsioni confortanti: «Avremo una quantità di uva leggermente inferiore all’anno scorso - spiega Claudio Introini, enologo dell’azienda Sertoli Salis in quel di Tirano - ma con una perfetta maturazione e una gradazione più elevata. Vedremo come andrà settembre, ma per ora tutto lascia sperare in vini di grande corpo e notevole eleganza: una vendemmia da ricordare».