Rossi e i dubbi da cancellare in quella notte

D omenica, solo all’ora in cui si va a nanna, Valentino Rossi saprà veramente se correre di notte è bello e se le gomme Bridgestone, fortissimamente volute, vanno come si deve sulla sua Yamaha. Prima, cioè ieri, cioè oggi e domani, solo tanti dubbi e quel pistone a forma di punto di domanda a battergli forte in testa: avrò fatto bene a scegliere i polimeri giapponesi sapendo che questi erano freschi di mondiale conquistato assieme alla Ducati? Avrò fatto bene a far arrabbiare la Michelin che darà l’anima per fornire al mio compagno Lorenzo delle super gomme? Avrò fatto bene ad essere come sempre esplicito facendo capire alla Yamaha che potrei anche andarmene se la moto non si rivelasse un missile?
Solo quando in Qatar sarà terminato il primo, strano Gran premio dell’anno, quando nel deserto sarà mezzanotte (il via alle 23 locali, le 21 in Italia), Valentino potrà finalmente tirare le prime somme delle sue molte scelte. Perché per arrivare a questo appuntamento il più in forma possibile ha fatto veramente di tutto: ad esempio, la decisione di accelerare, anticipare, chiudere in fretta il contenzioso fiscale; e prima di questa puntare i piedi a fine stagione per ottenere quelle gomme chewin gum fatte dai nipponici per la Ducati di Stoner; e poi allenarsi come un ossesso, altro che sciare o guidar macchine per hobby. Eppure, l’unica nota positiva di tutto il suo sudare è la serenità, il dire «sono tornato finalmente a divertirmi», il suo sorridere nell’ammettere certe difficoltà in Qatar, perché quanto al resto, alla lista dei tempi staccati pochi giorni fa nel deserto, è davvero lontano dal campione del mondo. Però Valentino è Valentino, per cui aspettiamoci di tutto. Però la Ducati e Casey Stoner non erano solo o soprattutto gomme e motore. Questo è l’unico punto interrogativo che Valentino non ha più.