Rossi e la Rossa, nozze che non si discutono

È un po’ come nei matrimoni. Quando alla fine le promesse s’infrangono sugli scogli delle incomprensioni, quando il bandolo della matassa del vivere bene insieme proprio non si trova e si finisce col perdere in due. Perché in un divorzio non ci sono mai vincitori. E chi sorride lo fa con amarezza. Per questo Valentino e la Ducati non si separeranno.
Però è vero che Rossi, ieri, sorrideva amaro, «non abbiamo avuto il tempo di fare la moto che volevo io». Ed è vero che anche Vittoriano Guareschi, team manager Ducati, ieri, sorrideva amaro, «dal 2007 al 2010 Stoner l’ha guidata forte, Valentino non riesce ancora». Il matrimonio non vacilla però ha i suoi bravi problemi da risolvere. E, purtroppo, è un matrimonio con tanti figli, milioni di tifosi che da un simile divorzio, se mai fosse, ne uscirebbero abbandonati, devastati, traditi. Dall’uno e dall’altra.
La delusione è palpabile. Perché Rossi e la Rossa più attesa, la Gp11.1 portata in pista precocemente, giungono noni dopo un sabato da penultimi. E perché davanti il vincitore Pedrosa su Honda fa quel che vuole, perché il secondo, Lorenzo su Yamaha, fa altrettanto e gongola fiero del sorpasso all’ultima curva su Stoner. E in fondo si diverte anche Casey sempre leader del mondiale. Quarto e sesto Dovizioso e Simoncelli stavolta in bianco e nero se paragonati agli altri.
«Un anno fa arrivai qui con una gamba rotta, un ferro dentro, la spalla malconcia e girai sui tempi con cui stavolta hanno vinto la gara» spiega Valentino col sorriso amaro. «Per cui a chi dice che sono finito, che sono vecchio, rispondo che in un anno non posso essermi rincoglionito. Ho voglia di correre, se non me la sentissi smetterei, soprattutto ho voglia di proseguire ancora per anni… Non sono uno che mente a se stesso». Però questi tempi, però queste gare, però questo matrimonio che più o meno un anno fa veniva celebrato come quello di William e Kate, come la nascita della nazionale d’Italia dei motori, perché non decolla? «Sappiamo qual è il problema, l’aderenza dell’anteriore, il peso in avanti, senza di quello non mi fido, però non sappiamo come venirne a capo… Anche se nel warm up abbiamo cambiato la distribuzione dei pesi e la moto è migliorata e ho recuperato mezzo secondo al giro… Poi in gara purtroppo avevo dei problemi di marcia fra la seconda e la terza… Comunque – prosegue - ci serve tempo e la confusione che facciamo a furia di provare è dovuta alla pressione che sentiamo addosso e alla voglia di uscire da una situazione che delude noi e sta deludendo gli altri… Ora vedremo se portare la Gp11.1 a Laguna Seca, domenica, o tornare alla vecchia». Quanto alle voci di un eventuale approdo in Honda nel 2012, quanto alla risposta di sabato a chi gli chiedeva se resterà in Ducati nel 2012 («credo di sì», aveva detto aprendo il varco alle illazioni), ora precisa: «Ho risposto così nel senso che mi sembra logico che resti… Su, non cercate il pelo nell’uovo».
Proprio come nei matrimoni. Valentino è saggio. Sa bene che in caso di divorzio la sua immagine ne uscirebbe minata. E la Ducati sa bene che se fallisse con Rossi difficilmente troverebbe altri big disposti a domarla.