Rossi: «Ecco i miei anni d’oro e ora voglio il record di Ago»

da Motegi

Sono così tanti che fai fatica a contarli, a ricordarteli tutti. E dopo otto mondiali, sei nella classe regina, per un totale di 96 successi, è naturale chiedersi: che motivazioni troverà per andare avanti? Ma l'unico che non se ne preoccupa è Valentino Rossi, tornato il più forte dopo due anni difficili, in pista e fuori. «Adesso - racconta - sono naturalmente sfinito, perché quando vinci un mondiale l'adrenalina cala completamente. Ma a me, fortunatamente, gli stimoli non sono mai mancati e già venerdì a Phillip Island (domenica si corre il GP d'Australia, ndr) sarò nuovamente concentrato. Per i prossimi due anni non mi mancano gli obiettivi: provare a raggiungere Agostini e conquistare almeno un altro titolo con la Yamaha in MotoGP: con loro ne ho vinti tre, come con la Honda, ma io mi sento un pilota Yamaha e voglio che diventi la Casa con la quale ho ottenuto più successi».
Valentino prova a ripercorrere una carriera straordinaria, concentrandosi sugli anni della massima cilindrata.
2000: 2° SU HONDA 500 «Quando hai vent'anni vivi la vita e lo sport in maniera differente. Se mi fossi impegnato di più o, meglio, se partivo per provare a vincere, forse avrei potuto trionfare già all'esordio: mi sono un po' sottovalutato».
2001: 1° SU HONDA 500 «C'era tanta pressione perché era l'ultima possibilità di vincere con la 500 (dal 2002 è stata sostituita dalla MotoGP, ndr) e per me era molto importante riuscirci, perché le 500 2T sono sempre state il cuore del motociclismo. In quell'anno, finalmente, dopo tante chiacchiere, c'è stata la battaglia con Biaggi. È stato l'anno dove lui è andato più forte e mi ha fatto più paura, però alla fine l'ho fregato...».
2002: 1° SU HONDA RC211V «Un anno di transizione, perché correvano insieme motori 4T e 2T. Si è cominciato a dire che vincevo perché avevo la Honda, in quegli anni la migliore. È stata una stagione facile, che ricordo soprattutto per le gran derapate».
2003: 1° SU HONDA RC211V «Più combattuto e, quindi, più bello. Gibernau andava forte ed è stata dura fino alla fine. Nelle ultime gare ero stato velocissimo, ma già pensavo alla Yamaha».
2004: 1° SU YAMAHA M1 «Avevo molta paura di non farcela. L'emozione della vittoria di Welkom, all'esordio, davanti a Biaggi con la Honda, rimane l'emozione più forte della mia carriera. È stata una stagione difficile, con Gibernau che ha provato fino alla fine a fregarmi, anche fuori dalla pista, come in Qatar».
2005: 1° SU YAMAHA M1 «La M1 era molto competitiva e ho vinto 11 gare. Gibernau andava forte, ma sbagliava molto: era finito psicologicamente».
2006: 2° SU YAMAHA M1 «Quando arrivi da tre mondiali consecutivi è normale sentirsi appagato e quell'anno l'ho presa un po' sottogamba, pensando di poter comunque risolvere ogni problema: potevo fare meglio».
2007: 3° SU YAMAHA M1 «Abbiamo avuto tanti problemi, ma quello che mi ha dato fastidio è che dopo tante vittorie, venivo già considerato per finito: non ero assolutamente d'accordo».
2008: 1° SU YAMAHA M1 «È il mondiale che ho voluto maggiormente, dove ho lavorato di più, soprattutto a casa».