Rossi fa mea culpa: «Stavolta ho sbagliato anch’io»

da Phillip Island

Terzo, primo dei piloti Michelin al traguardo. Ma è questo l'unico dato che fa sorridere Valentino Rossi. «Ho fatto il massimo - dice avvilito - e la moto era competitiva. Ma a sinistra “sgommavo” da matti: divertente, sì, ma non per vincere le gare. Eppure, quando siamo partiti ero fiducioso, perché avevamo un buon assetto, ma dopo qualche giro le mie gomme hanno detto “ciao” e per me non c'è stato più nulla da fare».
Come ormai succede praticamente dall'inizio della stagione, Rossi individua nelle Michelin le principali colpevoli di un terzo posto che per Valentino suona come una sconfitta cocente, perché, per la verità, il distacco da Stoner è sempre stato incolmabile. «Solo all'inizio riuscivo a tenere il ritmo dei primi, ma un errore all'ultima curva mi ha fatto perdere un po' di tempo e il contatto con Stoner e Hayden. Ecco, quello è stato un mio errore, ma la gara è stata determinata dal rendimento delle gomme. La mia moto era a posto e quando mi ha superato Capirossi, riuscivo a tenere bene la sua scia. Ho sognato di potermi giocare con lui il secondo posto, in una sfida come ai vecchi tempi, ma dopo qualche passaggio la mia gomma è calata ulteriormente».
Ma non sono solo le Michelin in difficoltà; anche la Yamaha appare in affanno, in grave ritardo di potenza rispetto a Ducati e Honda. A Phillip Island, Valentino è stato costretto a tornare al vecchio motore, con risultati disastrosi in rettilineo, dove Rossi veniva regolarmente sverniciato dai rivali. Eppure Rossi continua a difendere una moto poco competitiva e in grande affanno. «È vero che in rettilineo facevamo un po' fatica, ma solo perché eravamo in difficoltà nell'ultima curva, dove non potevo aprire bene il gas in uscita».
Insomma, Valentino è convinto che la sua sconfitta nel 2007 - ma anche quella del 2006 - sia da imputare esclusivamente alle gomme ed è per questo che sta usando tutto il suo potere per ottenere le Bridgestone nella prossima stagione. Al momento è difficile dire come andrà a finire, ma gara dopo gara aumentano gli indizi che portano Rossi verso il costruttore giapponese. «Bisogna aspettare ancora un po' per capire cosa succederà» si limita a commentare il sette volte iridato, ma è chiaro che in cuor suo la decisione è già stata presa.