Rossi gela le speranze della Juve «No ai saldi di fine stagione»

Gian Piero Scevola

La Caf, presieduta da Sergio Artico, deciderà oggi il destino di Reggina e Arezzo, per le quali il Procuratore Stefano Palazzi ha chiesto rispettivamente la retrocessione in B (con 15 punti di penalizzazione) e in C1 (con -3), ma a tener viva l’attenzione sono le udienze che la Camera di conciliazione e arbitrato del Coni inizierà da venerdì. Toccherà subito alla Juventus, poi a Lazio, Milan, Fiorentina e ai tesserati che hanno subito inibizioni nel maxiprocesso dell’Olimpico e tutti, nessuno escluso, pensano con malcelato ottimismo a una sostanziale riduzione delle pene.
A smorzare i troppo facili entusiasmi ci ha però pensato il Commissario straordinario della federcalcio Guido Rossi che, davanti all’aria di buonismo perdurante, si dice certo che non ci saranno sconti per le squadre. Per Rossi sui punti di penalizzazione non si tratta, sulle squalifiche di campo invece si può discutere ma a patto che l’iter dei ricorsi si fermi e non scavalli al Tar del Lazio, l’unico tribunale amministrativo a cui la stessa Federcalcio consente di ricorrere da tre anni a questa parte (dopo il caso Catania) per frenare la corsa dei club alla giustizia ordinaria.
«La Figc non solo non vuole, ma neppure può intervenire sulle sanzioni disposte dalla Corte federale relativamente alle penalizzazioni che riguardano le classifiche delle squadre», ha tuonato Rossi da Livorno dove ha assistito all’esordio della nazionale targata Donadoni. «Qualunque intervento a riguardo sarebbe del tutto illegittimo e colpirebbe indirettamente anche gli interessi di altri partecipanti alle competizioni. Della giustizia e delle sue regole non si può fare mercimonio. Quindi chi pensa a saldi di fine stagione è del tutto fuori strada».
Andatelo a dire allora al presidente della Juventus Giovanni Cobolli Gigli e al vicepresidente Fiat e Ifil John Elkann che nel vernissage dei bianconeri a Villar Perosa (0-0 col Piacenza) hanno fatto professione di ottimismo. «Ci crediamo. Ci aspettiamo la serie A per il principio dell’equità. Sono qui fisicamente, è la dimostrazione di quanto siamo vicini alla squadra. Soprattutto nelle difficoltà la famiglia Agnelli ha sempre dimostrato di esserci. Sottoscrivo l’impegno con Torino, il nostro obiettivo è la serie A», afferma il nipote prediletto dell’avvocato Gianni Agnelli. «Sono convinto della validità delle nostre argomentazioni e spero vengano accolte. Andremo in Camera di conciliazione con grande rispetto verso i nostri interlocutori della federcalcio, ma sono convinto che la serie A con penalizzazione sia il giusto destino per la Juventus», il commento di Cobolli Gigli.
A dare entusiasmo ai bianconeri ha contribuito in modo determinante il patto di ferro tra Del Piero, Nedved, Buffon e i recalcitranti Trezeguet e Camoranesi, con gli ultimi due che, alla fine, hanno deciso di continuare a giocare nella Juve. «Abbiamo sentito la volontà di Trezeguet e Camoranesi di restare - continua Cobolli Gigli -. Insieme ai grandi giocatori che abbiamo tenuto, la squadra c’è, è competitiva e ha una bella immagine. La Juve ha vinto tanto e Del Piero è un leader naturale, ma noi vorremmo che lo diventassero anche tanti giovani arrivati qui». E sull’argomento è intervenuto anche Lapo Elkann: «I samurai del calcio, così ribattezzerei i cinque che hanno sottoscritto il patto di ferro di restare in bianconero. Penso che la fedeltà sia la parte più importante del calcio, specie in un momento come questo. Quanto al futuro, credo comunque ci siano tutti i presupposti per combattere la sfida, che sia in A o in B, a seconda di quelle che saranno le sentenze».