Rossi: «Grande Schumi veloce anche a 37 anni»

«Deciderò entro fine giugno. Io con Raikkonen? Potrebbe essere un buon compagno; Michael? Con lui ho un ottimo rapporto»

Nanni Scaglia

da Istanbul

Più che al mondiale sembrava di essere alla Sport Production, le gare italiane per moto di serie dove i futuri piloti muovono i primi passi, dove i ragazzini sognano. Lì si è acerrimi rivali in pista, ma fuori si è ancora tutti amici. Uno spirito che, inevitabilmente, si perde con il passare del tempo e la conferenza stampa del giovedì che precede il Gp è solitamente di una noia mortale e la rivalità tra i protagonisti è così grande, che nessuno ruota la testa di un solo grado, per non dover incrociare lo sguardo dell'altro. Ma il giovedì di Istanbul è stato differente. Perché Marco Melandri, che qui l'anno scorso vinse il suo primo Gp nella massima cilindrata, Valentino Rossi, che domenica festeggerà il 100esimo nella classe regina e Loris Capirossi, che nel 2005 fu costretto a guardare la gara in tv sembrano ragazzini della sport production: grandi rivali, ma anche grandi amici. «È vero - conferma Valentino - sono molto più rilassato del solito. Ma molto dipende da chi c'è in conferenza stampa. Loris e Marco sono miei grandissimi rivali, ma ci conosciamo da più di dieci anni e con loro vado d'accordo». Parla anche della Rossa: «Bravo Schumi, sono contento che lui e la Ferrari abbiano vinto perchè si stanno facendo un mazzo... e poi Michael è sempre veloce e davanti, anche a 37 anni»; e sul futuro in Rosso: «Ho ancora tempo per dare una risposta... entro fine giugno. Raikkonen? Non lo conosco ma potrebbe essere un buon compagno di team, mentre Schumacher lo conosco bene e abbiamo un buon rapporto».
In questo clima da volemose bene, ognuno ha qualcosa da chiedere a questo Gp: Marco spera di ritrovare la magìa di fine 2005, Loris spera che la Ducati e le Bridgestone siano competitive anche qui e Valentino, naturalmente, spera di festeggiare con un successo la sua 100esima gara nella 500-MotoGP. «È un traguardo importante - dice - e i numeri delle vittorie stanno diventando ancora più significativi. Fortunatamente ho tanti ricordi meravigliosi, ma nulla è paragonabile alla prima vittoria con la Yamaha nel 2004 in Sudafrica».