Rossi ha trovato la squadra dei sogni: «Ora ha un’anima»

Mudingayi: «Al gol Liverani mi ha urlato: vai! E sono andato»

Cristiano Sala

Buon compleanno Lazio. 106 anni compiuti oggi e una vittoria come regalo ieri. Un 4-1 con appendice a piazza della Libertà, luogo di nascita della più antica società della capitale e sede dei festeggiamenti che, stanotte, hanno accompagnato come al solito lo scoccare del 9 gennaio. Ieri pomeriggio, all’Olimpico, dopo lo svantaggio iniziale, la squadra di Rossi si è ritrovata all’improvviso. Secondo alcuni per l’inversione tattica imposta da Rossi a Pandev e Manfredini, secondo altri per l’orgoglio e l’anima che contraddistingue la nuova Lazio.
Già. Perché, dopo mesi passati a rincorrere un’identità, quella attuale sembra la squadra dei sogni di Rossi. Lui,così come Liverani faro illuminante del gioco biancoceleste, è in scadenza di contratto ma non sembra preoccuparsi di una data buona solo per le carte bollate. Lo stadio sembra apprezzare questa Lazio operaia che sogna di andare in paradiso, forgiata dalla preparazione del suo allenatore e dalla presenza in campo di giocatori con gli attributi. A tal proposito va sottolineata l’accoglienza e il sostegno che i laziali hanno dato a Paolo Di Canio. Dopo le polemiche sul famoso saluto romano di Livorno, Di Canio ha ritrovato nel suo pubblico la forza per ricominciare. Scontata la squalifica, è tornato a guidare la sua Lazio, centrando il pareggio e rischiando la doppietta. Non è un caso che, dopo la sua sostituzione, la Lazio abbia sofferto nuovamente l’Ascoli.
Oltre alla storia di Paolo c’è anche quella di Mudingayi da raccontare. Il centrocampista congolese, dopo mesi di stop, ha esordito dal primo minuto con la maglia biancoceleste. Un gol e un assist. Motivi buoni per sorridere durante la conferenza stampa: «Liverani, in occasione del gol, mi ha urlato di andare. E io sono andato». Scoppia in una risata liberatoria quello che, a naso, potrebbe diventare il nuovo idolo dei tifosi. Ringrazia la gente e soprattutto i compagni che gli sono stati vicino durante questi mesi: «Anche durante gli allenamenti mi incitano e mi danno consigli per migliorare. Questo qui è un grande gruppo e sono felice di averlo scelto quest’estate. L’esultanza? Dopo il gol di Pandev sono venuti tutti da me per prendermi a calci!». Un’altra risata a chiudere una giornata indimenticabile.
Insomma, a una giornata dalla fine del girone d’andata, Rossi può dirsi soddisfatto: «Il mio obiettivo era di dare un’anima a questa squadra e mi sembra di esserci riuscito. Ricominciamo l’anno con la speranza di fare più punti possibili: saranno buoni per la parte finale del campionato». Dopo lo svantaggio Rossi ha cambiato le pedine del suo 4-4-2 e, immediati, sono arrivati i gol della rimonta: «Nel calcio ci vuole anche un po’ di fortuna. Manfredini stava soffrendo le giocate di Fini sulla destra e allora ho pensato di spostare Pandev su quel lato». La Lazio riprenderà domani la preparazione in vista della sfida di coppa Italia contro il Cittadella. Da valutare le condizioni fisiche di Belleri (trauma discorsivo ginocchio sinistro), di Di Canio (ginocchio destro) e Mudingayi (affaticamento della gamba destra).