Rossi: «Io con la Rossa? Sono già uno di loro»

nostro inviato a Le Mans

«Dai, se volete chiedermi della Ferrari, domandate pure... sono pronto». Perché a Valentino Rossi l’idea piace e perché non è solo pronto a rispondere alle domande, è pronto a dire sì alla Rossa se solo la F1 imploderà per davvero, se solo oggi a Londra Max Mosley non cederà ai team, condannando il circus alla scissione e al ventilato mondiale alternativo con tre monoposto per squadra. «Mi piacerebbe che non si mettessero d’accordo – scherza ma non troppo Vale – perché così ci sarebbe questa chance per me, però credo che alla fine Mosley scenderà a patti: deve essere così, non ha senso quello che sta succedendo in quel mondo». Per cui, Vale un pensierino ce lo fa per davvero: «Certo, ci sono dei problemi anche sul mio fronte, e grossi, perché nel 2010 sono sotto contratto con la Yamaha, perché mi piace ancora troppo correre in moto, però chissà...» è il senso del suo sospiro. «E dopo il 2010? Vediamo come evolve tutto, per dopo il 2010 non ho ancora deciso che cosa fare veramente...». Ma se aveva detto che il treno F1 era passato e andato, gli si fa subito notare: «È vero, però visto quanto sta accadendo, vediamo se ci sarà davvero un’altra F1... Se ho sentito Domenicali? Sì, e riferito all’incontro di domani con Mosley (oggi, ndr), mi ha spiegato che tutto può ancora accadere. Però io mi domando: la Fia, se la Ferrari andasse via, che cosa farebbe? Un campionato con la Brawn? E chi lo guarderebbe...». A questo punto viene da pensare che la Rossa, e con essa i grandi team della F1, abbiamo speso il nome di Rossi per forzare ancor di più Mosley a cedere. Valentino concorda: «Sì, mi dà l’idea che io stesso sia un po’ una Ferrari. Se la F1, che ha sempre un po’ snobbato noi delle moto, decide di usare il mio nome per rafforzare una propria azione, questo mi onora e fa sentire importante».