Rossi: «Lorenzo più forte di me... Qui»

Vale 5º, ma il compagno debuttante è in pole: «È impressionante, è lui il favorito». Stoner, nervoso, indietro. Melandri ultimo

da Jerez de La Frontera

Quinto e miglior pilota con le Bridgestone, terzo tra quelli in sella a una Yamaha, con il compagno di squadra Jorge Lorenzo in pole position. È faticosa la rincorsa di Valentino Rossi verso il vertice della classifica e se il campione della Yamaha può gioire per essere davanti al campione del mondo Casey Stoner - settimo, piuttosto nervoso e per una volta in difficoltà -, non può che rammaricarsi nel vedere una M1 come la sua, ma con gomme Michelin, distruggere ogni primato di Jerez e conquistare con un debuttante la seconda pole in altrettante gare.
«In questo momento - si rammarica Vale - Lorenzo è molto rapido, più di me. Se andrà come nelle prove, sarà molto difficile vincere, perché io non ho il suo passo. È stato impressionante, veloce e costante: è lui il favorito, ma tutti gli altri sono alla mia portata. L'obiettivo è salire sul podio».
Va davvero forte il giovane Lorenzo, vent'anni e due titoli mondiali consecutivi in 250, aria da duro, apparentemente un po' sbruffone, ma grandissimo talento. Un ottimo pilota, che al debutto in MotoGP ha già conquistato due pole e un secondo posto, più bravo per il momento anche di Daniel Pedrosa, l'altro fenomeno spagnolo che a Jerez scatterà al suo fianco con il secondo tempo. Tra i due c'è grande odio, tanto che si può parlare di rivalità tipo Rossi e Biaggi, quando i due lottavano per il primo posto.
«Chi preferirei che vincesse tra Lorenzo e Pedrosa? Nessuno...», rimane prudentemente alla larga da una possibile polemica il fenomeno di Tavullia, preoccupato soprattutto di risolvere i suoi guai. Che in questo momento sono proprio le gomme Bridgestone, fortemente volute dopo il difficile 2007. In configurazione da qualifica, il divario con le Michelin è, se possibile, ancora superiore a quello dell'anno passato e in questo senso il quinto posto di Valentino deve essere considerato positivo. Anche perché, un inconveniente ha privato Rossi di una possibile prima fila. «Venerdì avrei firmato per questo risultato, ma nelle qualifiche si è visto che il nostro potenziale è più alto. Purtroppo, con la gomma buona ho avuto un problema di elettronica e la moto si è ammutolita. Peccato, la prima fila era alla nostra portata e sarebbe stata importante, specie per la squadra», spiega, quasi a confermare che il morale non è altissimo, che c'è bisogno di un buon risultato per tornare a sognare, per iniziare quella rincorsa che si annuncia più difficile di quanto preventivato. Ma rispetto al difficile avvio in Qatar - quinto al traguardo dopo essere stato settimo in prova -, è stato fatto un passo in avanti. «Siamo sicuramente più competitivi - conferma - e in configurazione gara ho un buon ritmo. L'incognita è la tenuta delle gomme alla distanza, ma credo che anche le Michelin potrebbero avere dei problemi. Certo questa non è la migliore pista per le Bridgestone, come confermano le difficoltà di Stoner: per il campionato, sarebbe importante arrivare davanti a Casey».
L'australiano, per una volta, è un po' in affanno, ma è comunque l'unico che si salva in sella alla Ducati: certo fa un po' di tristezza (e deve far pensare) vedere la moto campione del mondo terzultima con Toni Elias, penultima con Sylvain Guintoli e addirittura ultima con Marco Melandri.