Rossi, mister umiltà: «Il secondo posto non è una priorità»

Ottava vittoria di fila, tredicesimo risultato utile consecutivo, terzo posto consolidato (più 7 sul Palermo quarto e con una partita in più), il secondo gol consecutivo di Guglielmo Stendardo e per Delio Rossi una media-punti superiore addirittura a quella del mito-Maestrelli (1,75 contro 1,73). Bastano questi numeri per fotografare il magic moment della Lazio che ieri all'Olimpico ha annichilito le resistenze di un buon Messina? Siamo schietti: il tifoso laziale risponderebbe sì, senza ombra di dubbio. Invece a Formello vengono subito frenati gli entusiasmi eccessivi e nonostante l’1-0 rifilato ai peloritani dell’ex Bruno Giordano, il signor Rossi dispensa ancora umiltà: «Non puntiamo la Roma, ma a finire bene la stagione». Resta con i piedi ben saldi in terra il tecnico di Rimini, pronto ad ammettere che quella contro il Messina «è stata una partita difficile e sofferta». «Ma - aggiunge poi - in serie A ci sta di soffrire con tutti, non ci sono partite facili». Chiaro il Delio-pensiero: «La rimonta al secondo posto non è certo il nostro obiettivo principale. Vogliamo solo pensare a noi stessi, come stiamo facendo in questo momento, giocare partita dopo partita e vincerne il più possibile. Poi quello che verrà lo vedremo alla fine dell’anno». Inoltre, a chi chiede la nona vittoria consecutiva, contro l’Ascoli, prossimo appuntamento di stagione, Rossi risponde: «Non credo che incontreremo una squadra demotivata. Anzi, giocheranno con il coltello tra i denti per fare bella figura davanti ai propri tifosi». Va detto che Rossi ha catechizzato tutti, nessuno escluso, al punto che appare misurata anche l’euforia del marcatore di giornata, l’ex perugino Stendardo: «Il mio gol? Una soddisfazione personale che ha permesso alla squadra di raccogliere i tre punti. Il nostro obiettivo è quello di farne il più possibile, senza stilare tabelle o quant’altro».
Così, forse anche sotto l’influsso pasquale, ecco arrivare perfino le dichiarazioni di un Lotito più soft del solito, che per una volta dimentica il campanilismo sovrano nella Capitale e, in diretta-tv, fa gli auguri a Spalletti per la trasferta di Manchester: «Quando giocano all’estero, tifo sempre le squadre italiane. Chiunque giochi, anche la Roma».