Rossi nella morsa Yamaha finisce a terra

C’è che quando tutto va storto, si stortano persino gli accenni di cose belle. C’è che, per dirla edulcorata, quando sei nella palta fino al collo è meglio non cantare, dove per cantare, nel motomondo, s’intende gioire e sperare che un quarto tempo nell’importantissimo warm up pre gara anticipi gara bella e vigorosa. Invece no. C’è che Valentino Rossi quest’anno deve come espiare tutto il bene, tutti i bravo, tutti i bis conquistati in quindici anni di fenomenale carriera. Quasi non bastasse l’anno disgraziato duemilaedieci, l’anno delle doppia frattura. Probabilmente c’è anche una legge non scritta per i troppo grandi, per i cannibali dello sport che dice: quando s’imbrocca il periodo no, non può essere banalmente un periodo no, deve essere fenomenalmente no.
C’è tutto questo dietro la caduta di Rossi pochi metri dopo il via del Gp del Giappone, quando avrebbe potuto fare bene e invece si è ritrovato stretto in curva al centro del proprio passato, lui in mezzo a Lorenzo e Spies, alle Yamaha che furono sue. Dirà: «Si è trattato di un normale contatto di gara, mi sono trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato». E aggiungerà: «È un vero dispiacere, soprattutto dopo un fine settimana in continua progressione. Il 4° tempo nel warm-up significa che avevo la possibilità di tenere il passo dei più forti e anche la nostra scelta di gomme, dura dietro e morbida davanti, era valida. Considerando i guai avuti da Stoner (3°), Simoncelli (4°) e Dovizioso (5°, vittoria a Pedrosa), avrei tranquillamente potuto lottare per il podio. Sono stato un po’ sfortunato, purtroppo alla prima curva Lorenzo è andato leggermente sull’erba e alla curva successiva si è spostato rapidamente per impostare bene la traiettoria. Io era un pò dietro, non mi ha visto e mi ha toccato spingendomi contro Spies che, a sua volta, ha toccato la mia leva del freno».
C’è solo da sperare che la iella prima o poi venga smaltita. Un po’ come accaduto nel mondiale Superbike. L’anno scorso la rivale Aprilia e Max Biaggi bastonarono per benino le Rosse, quest’anno le Rosse hanno bastonato per benino tutti gli altri. Ieri a Magny Cours Carlos Checa ha infatti conquistato il mondiale (piloti e costruttori) vincendo entrambe le manche. Di più: la Ducatui ha vinto anche i mondiali piloti e costruttori Superstock con Davide Giuliano. Come dire: a Borgo Panigale sanno come reagire. Diamogli tempo. Non troppo, però.