Rossi nero: «Purtroppo la Yamaha non va»

Nanni Scaglia

da Shangai

Era convinto di avere finalmente sistemato la Yamaha M1, ma sono bastate ventiquattro ore per tornare a lottare con una moto per lui inguidabile. Così, dopo aver conquistato il miglior tempo venerdì sul bagnato, ieri Valentino Rossi è sprofondato al 13° posto sull'asciutto, in una giornata dalle condizioni atmosferiche estremamente mutevoli, proprio come la sua Yamaha. «Per la prossima gara ci vorrà sicuramente un telaio nuovo, perché il chattering, la vibrazione della ruota anteriore alla massima inclinazione, è così forte che il manubrio mi scappa dalle mani». Non è la prima volta quest'anno che Rossi sbaglia una previsione, a conferma che ci deve essere veramente qualcosa di grosso che non funziona. Valentino è sempre stato estremamente preciso nelle sue analisi, ma questa volta nemmeno lui sa dare una spiegazione.
«La nostra è una moto imprevedibile. Arriviamo subito lì vicino, sembra che tutto vada bene, poi quando la tenuta dell'asfalto aumenta, non riusciamo più a tenere il passo dei nostri avversari. Questo significa che c'è un problema grande». E questa volta, perlomeno in prova, Rossi ha preso paga anche dal compagno di squadra Colin Edwards, buon terzo.
«È stato più bravo di me con le gomme da qualifica - come al solito non cerca scuse il campionissimo -, gli faccio i complimenti. Forse devo cambiare un po' modo di guidare: Colin entra più piano di me in curva e paradossalmente con questa moto è un vantaggio».
Con Marco Melandri ottavo, ma moderatamente ottimista, e Loris Capirossi decimo, piuttosto seccato dallo scarso rendimento delle gomme Bridgestone, per una volta, qui in Cina, sono stati i piloti stranieri a conquistare le migliori posizioni della griglia di partenza. Dopo Capirossi, Stoner e Vermeulen, questa volta è toccato a Daniel Pedrosa ottenere la pole position, la prima della sua carriera in MotoGP. Pedrosa, 20 anni e un fisico più da fantino che da motociclista, è un pilota fortissimo e dopo aver vinto tre titoli mondiali consecutivi nelle cilindrate minori - uno in 125 e due in 250 - si sta confermando grandissimo anche nella classe regina. Assieme a Casey Stoner, ieri settimo, rappresenta il volto nuovo di una MotoGP che ha saputo rinnovarsi, lasciando a casa i senatori e dando spazio a giovanissimi talenti. Un bene per lo spettacolo. E stamane alle 9 ora italiana il via e allora sapremo la verità su Valentino e la sua Yamaha.