Rossi non crede a se stesso: «Vittoria? Se va bene podio»

da Jerez de La Frontera

È secondo, a un soffio dalla pole di Daniel Pedrosa, eppure Valentino Rossi si sente tutt'altro che favorito. «Considererei un buon risultato salire sul podio». Niente proclami di vittoria, quindi, nessun trionfalismo, ma quella di Valentino non sembra pretattica, piuttosto solo realismo. In grande affanno nelle libere del mattino - era terz'ultimo staccato di quasi un secondo e mezzo -, Rossi ha ritrovato la strada e un buon ritmo nel pomeriggio, ma le gomme Michelin non lo soddisfano come sperava e avrebbe voluto. «La realtà - spiega - è che gli pneumatici che la Michelin ci ha consigliato sono troppo morbidi, vanno bene per la Honda ma non per la Yamaha e come era già successo in Qatar dovremo usare una posteriore più dura».
È preoccupato Valentino e non solo perché davanti a tutti c'è Pedrosa, veloce tanto nel singolo giro quanto sulla distanza. Ma più che il forte rivale spagnolo è il comportamento della sua Yamaha a impensierirlo, a togliergli un po' della consueta serenità. «Dopo le libere la situazione era disastrosa. Poi, fortunatamente, nel pomeriggio siamo riusciti a trovare una buona strada e un buon passo, grazie anche all'innalzamento della temperatura. Considerando che la gara dovrebbe disputarsi più o meno nelle stesse condizioni delle qualifiche, credo di avere un buon ritmo, ma Pedrosa, Checa e forse anche Stoner ce l'hanno migliore del mio».
In realtà, solo Daniel sembra più consistente di Valentino e, oltre tutto, la differenza è piuttosto irrilevante. C'è quindi forse qualcos'altro che preoccupa il campione della Yamaha ed è evidente come la sua M1 senta molto più delle altre moto le variazioni di clima e di temperatura. Insomma, basta pochissimo per passare dalla massima competitività a grandi difficoltà e questo spiega forse la prudenza di Rossi. E il grande equilibrio confermato anche dall'ora di qualifica, con i primi quattro piloti in meno di un decimo di secondo, i primi 12 in cinque decimi e i primi 16 in un secondo dicono che basta veramente pochissimo per ritrovarsi da primo a quinto. È chiaro che in gara i valori cambieranno, che non ci sarà più così tanto equilibrio, che a giocarsi la vittoria saranno probabilmente sempre i soliti.
«Da metà gara in avanti - prosegue Rossi -, la mia moto comincerà a muoversi parecchio e sarà difficile tenere un buon ritmo. Spero che sarà così anche per gli altri; è a quel punto che si deciderà la corsa». A fianco a lui, Pedrosa sembra decisamente più tranquillo, anche se vederlo sorridere è praticamente impossibile. Ma il pilota della Honda è in forma e senza grossi problemi da affrontare, perlomeno apparentemente. «Abbiamo fatto un buon lavoro - conferma soddisfatto - e sono piuttosto contento di aver conquistato la pole. Ho una buona messa a punto per la gara e la scelta delle gomme sembra quella giusta, ma non sarà una sfida a due». Tra i nove piloti delle prime tre file, sono in tanti ad andare forte. Come Checa, terzo e protagonista di un fine settimana incredibile con la Honda privata del team di Lucio Cecchinello; Carlos è un pilota che, da sempre, in gara rende meno di quanto potrebbe, ma questa volta sembra davvero competitivo. O come Casey Stoner, quinto e in crescita dopo una mattinata un po' confusa. O come Marco Melandri, solo nono per qualche problema con le gomme da tempo, ma piuttosto veloce nel passo gara. Chi invece sembra destinato a soffrire è ancora una volta il campione del mondo Nicky Hayden, in leggera ripresa rispetto al Qatar, ma pur sempre undicesimo e, soprattutto, Loris Capirossi, quindicesimo e in grandissima difficoltà. Il confronto con il compagno di squadra è al momento improponibile, con Loris incapace di domare la Ducati imbizzarrita. Ma Capirossi ha più di una giustificazione, prima fra tutte l'imminente nascita del figlio Riccardo: inevitabile e umano pensare ad altro.