Rossi non si ferma: «E possiamo ancora migliorare»

Il tecnico biancoceleste: «Scudetto? Se ci credono i giocatori a me va bene»

«That’s incredible!», come direbbero gli americani: la Lazio che incamera 12 punti in cinque partite (due blitz in trasferta) e la coppia Zarate-Pandev in vetta alla marcatori sono istantanee che non avrebbe immaginato neanche il più sfegatato dei tifosi. Invece è tutto vero e all’indomani del 3-1 inflitto a domicilio al Torino, ci si rende conto che le bistrattate idee di Claudio Lotito tutto sono, tranne che strampalate. Nell’Olimpico piemontese Pandev e la doppietta di Zarate-kid hanno regalato alla platea biancoceleste quel profumo-Champions che - post calciopoli a parte - a Formello non si respirava dall’era-Cragnotti, con l’evidente differenza d’un risparmio impressionante.
E la parola scudetto non fa più sobbalzare Delio Rossi, uno che - considerato il ruolo - dovrebbe smorzare le euforie: «Se ci credono i giocatori va bene. Sognare in grande non fa altro che accrescere la nostra autostima». Poi ha aggiunto: «Lotteremo con squadre più forti di noi, ma il nostro spirito è un po’ incosciente e ci permette di non aver paura di nessuno». Il tecnico ha poi parlato del match («Il Toro ha fatto bene però non è vero che abbiamo fatto solo tre tiri in porta, abbiamo meritato ampiamente la vittoria») e sottolineato il fenomeno-Zarate: «Diciamo che la verità sta nel mezzo: credevo nelle sue capacità, ma che esplodesse così no». Schietto, il romagnolo ha poi spiegato che «c’è ancora tanto da lavorare, e sono convinto che possiamo ancora migliorare. E ho ancora tanti giocatori fuori, come Rocchi, Dabo e Matuzalem». Il signor Rossi ha anche analizzato un altro singolo, il portiere Carrizo: «Juan Pablo ha grande personalità, viene da un altro tipo di calcio, io qualcosa gli dirò ma senza fargli perdere la propria sicurezza». Ovvio, dopo averlo visto dribblare gli avversari, un rischio certamente calcolato ma inutile in certi frangenti delle gare, l’amabile chiacchierata servirà proprio all’estremo difensore sudamericano. Tutti comunque sono da considerare vincenti, e fa piacere annotare sui taccuini la rinascita di Pasquale Foggia, finalmente geniale anche con la maglia della Lazio.
Adesso però, dopo aver osservato una squadra da applausi, nasce inevitabilmente un interrogativo: «Do ut des» o «Cogito ergo sum»? Quale citazione latina tirerà fuori dal cilindro stavolta Claudio Lotito per esternare la felicità d’una Lazio inaspettatamente d’altissima quota? I laziali (e i latinisti) attendono ansiosamente la sentenza.