Rossi non si fida: «Tutto da perdere»

Il tecnico romagnolo: «Loro spacciati? Ma no, giocheranno la partita della vita»

Guai a fidarsi dell’Ascoli, il refrain dalle parti di Formello è diventato assordante. Nessun volo pindarico, i piceni impensieriscono più di quanto possano farlo sulla carta, visto che sono all’ultima spiaggia, o quasi, e che se non fanno punti fra poco allo stadio «Cino e Lillo del Duca», potranno considerarsi virtualmente retrocessi. Ma sulla panchina ascolana siede mastro Sonetti, addestratore come pochi, capace di tirare fuori il «sangue dalle rape», uno tosto, che due stagioni fa salvò il Cagliari in condizioni simili a quelle attualmente vissute dai marchigiani e che è abituato a vivere tutte le partite come fossero sfide all’ultimo sangue. Chiaro il Rossi-pensiero, snocciolato ieri in conferenza stampa: «Non sarà una partita scontata - ha spiegato l’allenatore romagnolo -, anche perché affronteremo una squadra che cercherà di fare la partita della vita e dove ci vorrà la migliore Lazio». Il trainer sa perfettamente che la sfida delle 15 non va presa sotto gamba, e ai cronisti ha sussurrato: «Per noi sarà una prova di maturità dove abbiamo tutto da perdere e nulla da guadagnare». In palio tre punti pesanti, ma soprattutto il nono successo di fila, che rappresenterebbe un record storico per i laziali, mai raggiunto dalla formazione di Tommaso Maestrelli e agguantato solo dall’opulento organico guidato da Sven Goran Eriksson nella stagione 1998/99. Così diventa significativa una frase del signor Delio rilasciata in settimana: «Questa squadra è già nella storia del club e ora possiamo cercare di entrare nella leggenda». Come a sottolineare quanto i «formelliani» credano nella conquista dell’intera posta in palio.
Per la cronaca sono diciannove i convocati per la trasferta nelle Marche: della comitiva non fanno parte lo squalificato Behrami e gli infortunati Cribari, Mutarelli e Makinwa, anche se le condizioni del nigeriano avrebbero permesso comunque l’arruolabilità della punta. Giocherà Peruzzi in porta con Belleri e Zauri esterni e Siviglia e Stendardo al centro della difesa; poi a centrocampoo Mudingayi, Ledesma, Manfredini, Mauri e le due punte, Pandev e Rocchi
Le ostilità del match sono state affidate all’arbitro Brighi. Chiusura di sipario sulle dichiarazioni del patron, Claudio Lotito, intervenuto ieri a Piazza del Popolo nel corso dell’iniziativa «Campioni, Sempre», figlia del desiderio della Federcalcio di portare gli Europei del 2012 in Italia. Il gestore di Formello ha interpretato da par suo la nuova buriana-Calciopoli: «Devo essere sincero, mi auguro per il calcio che non emergano elementi in grado di destabilizzare tutto l’ambiente». Poi, ha inevitabilmente messo le mani avanti: «Per quanto ci riguarda, è vero che la nostra squadra non c’entra, ma anche l’altra volta se lo sono inventati...». Gli scongiuri, stavolta, sono d’obbligo per chi tifa Lazio.