Rossi in pole: «Che show con Hayden»

da Estoril
È stato un botta e risposta entusiasmante, sul filo del centesimo di secondo. Valentino Rossi primo, poi Nicky Hayden davanti, quindi di nuovo Rossi al comando, con Hayden dritto nella sabbia mentre si stava migliorando. Le prove del Gp del Portogallo non potevano essere più avvincenti, con i rispettivi compagni di squadra a rendere ancora più incerto il sabato dell'Estoril. Così, racchiusi in soli 369 millesimi, ecco quattro piloti in forma eccezionale: Valentino Rossi, Colin Edwards, Nicky Hayden e Daniel Pedrosa, con Valentino, Nicky e Daniel ancora in lotta per il titolo. È invece fuori dai giochi Colin; un dettaglio che potrebbe essere decisivo, non solo per il Gp, addirittura per il campionato. «Farò di tutto per aiutare la Yamaha a vincere il titolo costruttori» dice convinto Edwards. «Se lo fai - lo minaccia scherzoso Hayden - noi americani ti togliamo il passaporto». E tutti giù a ridere, a darsi pacche sulle spalle, come se Rossi, Edwards e Hayden fossero grandi amici. «Questo clima è bello per il nostro sport - dice Rossi per la quarta volta in pole in questa stagione - dovrebbe essere sempre così. In passato, purtroppo, non lo era, perché c'era qualcuno che trasformava la conferenza stampa in un momento di tensione. Io e Nicky siamo due ragazzi giovani che ci divertiamo, anche se ci stiamo giocando il mondiale: se non c'è qualche pazzo in mezzo, è normale che tra noi piloti ci sia rispetto».
Poi l'abbraccio con Hayden e l'incrocio dei pugni in segno di sfida, tanto per fare contenti i fotografi, in un clima davvero bello, quanto anomalo, per un finale di mondiale tanto incerto. Con Marco Melandri (15º) e Loris Capirossi (10º), praticamente fuori dai giochi, la vittoria se la possono giocare i primi quattro, con l'aggiunta di un veloce Casey Stoner: ovvero tre piloti Honda contro due Yamaha. Naturale pensare a una sorta di gioco di squadra tra i protagonisti. Ma se in F1 è addirittura vietato dal regolamento, nelle moto nessuno ne vuole nemmeno parlare. Questa volta, però, è diverso, perché dopo due anni di cocenti sconfitte, la HRC ha la possibilità di rifarsi e di battere Rossi, il pilota che dal 2004 umilia costantemente la più grande Casa motociclistica del mondo. «La situazione è addirittura divertente - commenta sornione Valentino -: non so se la Honda farà gioco di squadra e non so cosa farà Pedrosa. La posta è molto alta, ma io credo che se Daniel avrà la possibilità cercherà di vincere ed eventualmente gli chiederanno un aiuto nell'ultimo Gp di Valencia». E Hayden conferma, quasi rassegnato. «Non ci può essere gioco di squadra - dice diplomatico - perché Pedrosa è ancora in lotta per il mondiale. E io penso che bisogna fare da soli, provare a vincere senza aiuti».
Una strategia condivisa dai manager Honda, ma non dagli altri uomini del paddock. «Io lo farei - dice Livio Suppo, direttore sportivo della Ducati -. Dal punto di vista sportivo non sarebbe il massimo, ma in una situazione così e per battere un fenomeno come Valentino Rossi, trovo sensato che ci si aiuti tra compagni di squadra». Una tesi condivisa, in parte, da Lucio Cecchinello. «Se fossi il general manager della HRC, con Pedrosa obiettivamente senza possibilità di conquistare il titolo, imporrei il gioco di squadra». Un discorso che però Cecchinello non estende al suo Stoner. «Noi siamo una squadra satellite, paghiamo le moto milioni di euro: è giusto che Casey faccia la sua gara». È sempre più Hayden contro tutti.