Rossi: «La pole più bella Ma non sono io il favorito»

da Shanghai

Il miglior Rossi di sempre. Non è facile fare la classifica delle imprese più belle di un pilota alla sua 48ª pole position in carriera, ma il giro che gli consentirà di scattare stamane davanti a tutti nel Gp della Cina è sicuramente qualcosa di incredibile, unico e, forse, irripetibile. «Sì - ammette Vale -, in tutta la mia carriera non avevo mai guidato così bene in prova». La conferma arriva dai distacchi inflitti ai rivali: in una MotoGP tanto equilibrata, rifilare nove decimi a Hopkins e un secondo al compagno di squadra Edwards, significa aver compiuto qualcosa di veramente straordinario. «Non pensavo di fare un tempo così - gongola il campione -, è stato davvero eccitante, spero che si sia divertita anche la gente a casa. Per cinque chilometri ho guidato sempre al limite, forzando ogni frenata, ma senza mai finire lungo: è stato fantastico».
L'aspetto incredibile è che Rossi è riuscito quasi a ripetersi, peggiorando di un solo decimo con la seconda gomma da tempo. «La Michelin ha fatto degli ottimi pneumatici da qualifica e la Yamaha M1 vola in questa configurazione: ecco perché nel 2007 sono sempre partito dalla prima fila, conquistando tre pole su quattro».
È il giusto tributo alla Casa francese, che deve farsi perdonare il disastro di Istanbul, dove Valentino fu costretto ad accontentarsi del decimo posto, dopo aver dominato anche in quell'occasione in prova. «Abbiamo più problemi in gara», ammette Rossi, che seppure in grande spolvero e in sella a una Yamaha che va benissimo, rettilineo a parte, non fa proclami di vittoria. «Non credo di essere io il favorito: sulla distanza, Stoner è costantemente più veloce».
Non bluffa Valentino, non fa pretattica. L'analisi dei tempi dice che il pilota della Ducati, quarto sullo schieramento, ha qualche decimo di vantaggio al giro. Un'inezia, che però potrebbe trasformarsi in un qualcosa di importante se le sue gomme Bridgestone si dovessero confermare in gara più competitive delle Michelin di Rossi, come quest'anno è accaduto due volte su tre occasioni. «La velocità in rettilineo della Ducati è spaventosa, ma mi fanno ancora più paura le Bridgestone. Anche se, naturalmente, Stoner ha un bel vantaggio psicologico, perché sa di potermi passare in rettilineo senza dover rischiare in curva», sottolinea il fenomeno di Tavullia che non si dà certo per vinto. «Dobbiamo scegliere tra due opzioni di gomme, una più dura e una più morbida a seconda della temperatura. Ho cercato di sistemare al meglio la Yamaha per recuperare in frenata quanto perdo in rettilineo. Nessuna strategia, però: la potrei fare se avessi le Bridgestone e la Ducati. Per quanto mi riguarda, cercherò di fare il meglio con il coltello tra i denti».
È molto determinato Valentino, deciso a difendere in ogni modo una pole position davvero straordinaria. La Ducati e Stoner fanno paura, ma se le Michelin funzioneranno a dovere, allora all'australiano della rossa a due ruote potrebbe non bastare un vantaggio medio di ben 15 km/h.