Rossi: «Ma sarà dura vincere un mondiale»

«Ma nei rally si arriva fino a 35-36 anni... avrei tempo»

nostro inviato a Fuji

«Valentino nei rally? Gran bella cosa, ma non penso diventerà mai campione del mondo... Certamente farà bene, però non potrà essere vincente come in moto». Firmato: Carlos Sainz, spagnolo, due volte campione del mondo, nel 1990 e 1992, 196 rally disputati, 26 vittorie, 97 podi e 756 speciali vinte. Uno dei grandi della specialità, capace di correre con tutti i tipi di vetture: dai mostri gruppo B, alle attuali Wrc. Si è ritirato, ancora vincente, nel 2005, a quarantatré anni. Carlos è un grande tifoso di Valentino Rossi, i due si stimano, si conoscono, ma non se le mandano a dire. Se le dicono.
Come sulla questione rally sì o rally no per il campione italiano della MotoGp. Sainz non ha dubbi al riguardo e Valentino, di solito pronto a ribattere con una battuta sferzante quando lo toccano sul vivo, gli dà quasi ragione. Accade in una recente intervista, mentre ci sta raccontando delle sue preoccupazioni (peraltro poi confermate dal prosieguo della stagione) sulle nuove moto «che sembrano troppo elettroniche, troppo formula 1 e livellano i piloti, ora chi ha quel qualcosa in più non riesce a fare la differenza come una volta» dice.
Mentre parla è un attimo stuzzicarlo sul suo futuro, sulla passione per i rally. Purtroppo, a fine intervista le sue parole verrano tagliate. Va sempre a finire così: se c’è Motogp, se c’è formula 1, il povero rally è costretto a cedere il passo.
Valentino, lei, i rally, il suo sogno dopo le moto, ma lo sa che un campione come Carlos Sainz sostiene due cose: di essere il suo primo tifoso ma che difficilmente lei riuscirà a vincere nei rally?
«Potrei persino essere d’accordo con Carlos. Perché lui è stato oltre che un campione del mondo anche il pilota di rally più signore di tutti, con più classe, sia come guida che come persona».
Lo stima davvero.
«Sì, Carlos è un grande, appartiene a una famiglia nobile, è il vero lord dei rally. Lo apprezzo molto per cui sono d’accordo con quel che dice: penso che per me sia molto difficile arrivare a vincere, però non è impossibile».
Si arrende prima di iniziare per davvero?
«No, l’importante è fare bella figura ed è quello che sto cercando di capire: cioè se potrò un giorno avvicinarmi ai piloti di rally veri e lottare con loro. Poi, però, penso che vincere un mondiale di rally sarà piuttosto difficile per uno con la mia esperienza. Ma, d’altra parte, in questo tipo di competizione si può correre fino a 35-36 anni. Per cui avrei tempo».