Rossi si coccola Pandev: «Non sa quanto è forte...»

Dopo i due gol di Pandev, che hanno permesso di battere il Torino, è schizzato dalla panchina esultando in maniera molto scenografica. Inutile stupirsi, Delio Rossi è fatto così. E sa che questo gruppo potrà dargli grosse soddisfazioni. «Siamo una formazione seria e di livello - dice il tecnico della Lazio - lo sta dimostrando il campo. Se la squadra continuerà a giocare in questo modo, possiamo fare delle belle cosine...».
Guai però a parlare di quarto posto e di Champions futura. L’impresa non è impossibile, ma la concorrenza è fortissima. Meglio allora parlare della prestazione di ieri. «Ci mancavano giocatori importanti, eravamo un po’ sbilanciati ma la squadra ha tenuto bene. Si sono sacrificati tutti e hanno disputato davvero una grande gara sia sul profilo della qualità che della quantità. Sono davvero contento per loro e per la società, ma la strada è ancora lunga e piena di ostacoli». Se buona è stata la prova del collettivo, Goran Pandev è salito in cattedra, segnando la sua seconda doppietta in serie A. «Goran è un giocatore molto importante - evidenzia Rossi -. Ha grande talento, è giovane e come tale gli manca la continuità. Non lo sa neanche lui quanto è forte, per me è un giocatore di grande livello, ha tecnica, forza fisica, sa fare assist, segnare. Di sicuro c’è che, se i gol che ha fatto lui con il Toro li avesse fatti qualcun altro di un’altra squadra... Perché dico questo? Vivo in un posto dove conosco quelli che mi stanno attorno». Una frecciata ai Totti-maniaci romani, come in altre occasioni? È lo stesso Delio Rossi a lasciar scivolar via il discorso, deviando sulla provocazione di Lotito del «meglio senza tifo». «Non sono d’accordo, sono stato un professionista e so perfettamente cosa significa e quanto è importante per un giocatore avere il pubblico dalla tua parte».
A chi gli chiede se lo scudetto possa essere un obiettivo futuro per questa squadra, Rossi risponde: «Qui fino a 4 anni fa hanno visto tanti giocatori fortissimi. Ora ci sono ragazzi che possono rinverdire quei fasti, ma al momento non abbiamo il livello economico per competere». E il presidente Lotito torna a parlare della sua idea di un calcio separato dal business: «Vorrei svincolare il valore economico da quello del campo. Non è vero che più spendi più vinci. Dobbiamo puntare sui giovani, su giocatori che giocano per la maglia, punterei a valorizzare i nostri talenti. È una mentalità sbagliata rapportare il discorso economico a quello del giocatore. La Roma sta facendo la nostra stessa politica ed è al secondo posto e comunque la Lazio quest’anno ha investito 41 milioni di euro».
Tra i migliori in campo, ieri, il difensore Siviglia che avverte i più ottimisti: «Raggiungere il Palermo? Andiamoci piano, il campionato è ancora lungo». Il cileno Jimenez ha esordito all’Olimpico. «Miglior debutto non poteva esserci. Siamo una buona squadra e credo che, fino alla fine, potremo dire la nostra sulla corsa alla Champions».