Rossi: «Siamo belli Ma adesso i risultati»

Il tecnico romagnolo vuole al Bentegodi la prima vittoria: «Finora non ho visto prestazioni negative» E su Ledesma: «Saprà trasformare i fischi in applausi»

Andrea Cuomo

A Verona per vincere, muovere finalmente la classifica, interrompere la spirale negativa innescata dal meno 11 in classifica e dalle due prime sfortunate sconfitte. Fattori che, se non arriverà oggi contro il Chievo una sterzata, potrebbero innescare anche una spirale psicologica negativa. Delio Rossi tutto questo lo sa bene, anche se ieri ha continuato sulla linea dei giorni scorsi: quella della fiducia e della tranquillità. Il teorema del tecnico romagnolo è semplice: «Anche se abbiamo perso le prime due partite, personalmente non ho visto prestazioni negative. In questo momento a noi mancano solo i risultati, perché giochiamo un buon calcio». Anzi: «Noi giochiamo meglio rispetto allo scorso anno ma serve solo un pizzico di attenzione in più e poi i ragazzi devono essere più tranquilli. È normale che a livello psicologico gli 11 punti pesano ma dobbiamo convivere con la paura che aiuta a non morire. Non ci dimentichiamo che noi abbiamo già giocato anche con due squadre di livello, dove abbiamo creato tanto raccogliendo purtroppo poco».
Quindi il Chievo nella partita della svolta. L’allenatore biancoceleste radiografa i veneti così: «Sono molto organizzati dal punto di vista del gioco che è sinonimo di sicurezza. Vanno a memoria, loro non sono più una sorpresa, ma sono diventati una realtà del nostro calcio e nel tempo hanno dimostrato tutto il loro valore». I numeri, almeno alcuni di essi, sembrano dalla parte dei biancocelesti: i «mussi» veronesi non vincono un confronto ufficiale in assoluto da più di 5 mesi: era il 15 aprile quando batterono in campionato il Messina 2-0: da allora il bilancio veneto è stato di 5 pareggi e 4 sconfitte. La Lazio, del resto, segna regolarmente almeno una rete da 13 giornate consecutive di campionato in cui ha realizzato 26 reti. E infatti non è certo l’attacco il problema della Lazio, che molto crea e semmai spreca un po’ troppo. Negli ultimi giorni sotto accusa è finita la difesa che, nelle cinque partite stagionali, due di campionato e tre di coppa Italia, ha evidenziato gravi amnesie. Errori nemmeno giustificabili con problemi di affiatamento, dal momento che la difesa schierata in questo scorcio di stagione è quella dell’anno scorso. Elementi rappresentativi come Oddo e Peruzzi, ma anche Luciano Zauri parano i colpi e non ammettono processi di alcun tipo: «Sono fuori luogo», il pensiero dei tre. Altro cruccio il mancato inserimento di Ledesma, che, per il momento, non può che far rimpiangere Fabio Liverani. E infatti domenica i tifosi all’Olimpico lo hanno impietosamente fischiato. Episodio che secondo Rossi deve essere di sprone al fantasista argentino: «Certo - chiosa il tecnico - i fischi non fanno piacere a nessuno ma è solo lui che può tramutarli in applausi e sono certo che ci riuscirà: lo conosco bene».
Capitolo formazione: sarà ancora Rocchi-Pandev la coppia d’attacco della Lazio a Verona. Makinwa dovrebbe andate invece in panchina per un’eventuale staffetta nel corso del secondo tempo. Questa la formazione che Delio Rossi pare intenzionato a schierare domani sera al Bentegodi: Peruzzi in porta; in difesa da destra a sinistra Oddo, Stendardo, Siviglia e Zauri; Manfredini, Mudingayi, Ledesma e Mauri a centrocampo; Rocchi e Pandev in attacco. Gli altri nove convocati, con Makinwa, sono Ballotta, Baronio, Belleri, Bonetto, Cribari, Foggia, Quadri e Tare. Oggi alle 10,30 seduta di allenamento e nel pomeriggio partenza per Verona.