Rosso, impegnato con ironia

Stefano Rosso, appartenente alla cosiddetta scuola romana dei cantautori, famoso grazie alla canzone Una storia disonesta, di cui si ricorda la scandalosa frase «Che bello, due amici, una chitarra e uno spinello», è morto lunedì sera a Roma. Rosso avrebbe compiuto 60 anni il prossimo 7 dicembre. I funerali si terranno oggi alle ore 10 nella chiesa di Santa Maria in Trastevere. Rosso partecipò nel 1980 al Festival di Sanremo con il brano L’italiano. Tra le sue canzoni impegnate figurano «Odio chi» e «Bologna ’77» dedicata a Giorgiana Masi, ragazza uccisa a Roma durante una manifestazione del Partito radicale. Nato a Roma nel ’48, Stefano Rosso, pseudonimo di Stefano Rossi, si è caratterizzato per i testi ironici, dissacranti e spesso autobiografici e musiche che conciliano la canzone romanesca con il folk americano. Il debutto discografico arriva nel ’69 con un 45 giri inciso con il fratello. Nel ’75 partecipò come chitarrista fisso della trasmissione «Alle sette della sera», condotta da Gianni Morandi L’anno dopo arriva il successo con Una storia disonesta» per cui vinse anche un Telegatto. Negli ultimi anni Rosso aveva ripreso a fare concerti e a pubblicare dischi, spesso live o strumentali per chitarra acustica.