Rosso (Matteo) dà scacco alla Rossa (Regione)

(...) politica degna di questo nome richiede.
In questo quadro, ringraziamo personalmente e pubblicamente Rosso, Bagnasco e i consiglieri regionali del Pdl che hanno letto la nostra sollecitazione dei giorni scorsi a smetterla con le proteste a prescindere contro i tagli alla Sanità - anche quelli ai piccoli e ai piccolissimi ospedali - organizzate troppo spesso per cavalcare comitati e comitatini e per lucrare una manciata di preferenze, che peraltro non arrivano quasi mai. E mi fa piacere che tutti gli interventi dei nostri lettori arrivati in redazione appoggiassero unanimemente questa linea, senza cedere alla facile demagogia.
Cosa insegna tutta questa storia? Che è bastato fare un’opposizione responsabile, un’opposizione seria, un’opposizione tattica - che non vuol dire un’opposizione urlata - per mettere nell’angolo la sinistra, fare emergere tutte le contraddizioni e sparigliare le carte. Poi, certo, dall’interno, si può discutere se Rosso aveva informato prima oppure no tutti i suoi consiglieri, ma sono bagatelle, roba che interessa moltissimo i retroscenisti alla ricerca di titoli pruriginosi e pochissimo gli elettori.
Il momento non è facile, né a livello nazionale, né a livello locale, e non è giusto giocare allo sfascio, al tanto peggio tanto meglio, ai duri e puri. Perché questi giochi, che fanno felici gli ultras, poi sono sulla pelle dei cittadini. L’opposizione non è quella di chi urla di più, ma quella di chi porta a casa di più.
In questo quadro - anche in linea con le parole reiterate del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e con gli appelli alla serietà del cardinale Bagnasco e di tanti altri - ho apprezzato doppiamente le parole di Rosso. Ribadite anche l’altra sera su Primocanale, incalzato da un giornalista come Mario Paternostro e da un giornalista che non fa sconti a nessuno come il direttore del Secolo XIX Umberto La Rocca. Uno con cui, spessissimo, praticamente quasi sempre, non mi trovo d’accordo nelle idee e nelle scelte editoriali. Ma uno che è comunque una persona seria e, tecnicamente, un professionista coi fiocchi, innamorato del suo mestiere. E, di fronte a un giornalista vero e perbene, anche le idee diverse vengono in secondo piano.
Soprattutto, le parole di Rosso (e di Bagnasco) valgono doppio perché non presuppongono un calare le braghe. Mentre proponeva un patto sulla gestione della sanità - nell’interesse dei malati e degli operatori - infatti, lo stesso Rosso firmava l’ennesimo attacco alla giunta Burlando sul fatto che, mentre si taglia la sanità in Liguria, si avviano accordi con il Perù «per formare gli infermieri peruviani a Lima e non quelli genovesi in Liguria». Una denuncia seria, così come era seria e fondata quella di Raffaella Della Bianca su una dottoressa assunta per presunte necessità impellenti in un reparto e immediatamente finita per le stesse impellenti necessità in un ufficio dirigenziale.
Dopo quel caso, oggi, il capogruppo pidiellino, insieme al suo collega consigliere Marco Melgrati, ha firmato un’interrogazione urgente per chiedere alla Regione «cosa si intenda precisamente per “sostegno perfezionamento professionale dei futuri infermieri professionali peruviani interessati a svolgere la loro professione nelle strutture accreditate della Regione”».
Poi, magari, viene fuori che è tutto a costo zero e che non ci sono spese aggiuntive della Regione. Ma è mai possibile che una giunta si occupi degli infermieri peruviani, anche solo perdendoci cinque minuti per scrivere una delibera, in un momento simile, in cui la Sanità ligure è appesa a un filo?
Questa è opposizione: urlata quando serve urlare e sussurrata quando si può portare a casa qualcosa sussurrando. E per «a casa» intendo le necessità dei cittadini, non quelle di un partito.