Rosso sbiadito in Ungheria È ancora dominio McLaren

Prima fila tutta d’argento: Hamilton-Kovalainen. Ferrari ancora lenta: Massa (3°) limita i danni ma è crisi Raikkonen, sesto dietro a Glock

da Budapest

C'è una regola in Formula 1: quando una vettura è molto competitiva e i piloti non sono due scamorze, almeno la pole position è assicurata. Siccome in questo momento la McLaren è velocissima, non è una sorpresa trovare all’Hungaroring una prima fila tutta con i colori della squadra di Woking, con Hamilton naturalmente davanti a Kovalainen. E la Ferrari, pur zoppicando un po’ dalla parte di Raikkonen, si difende. Con Massa terzo nello schieramento e il finlandese al sesto posto, sopravanzato anche da Kubica e dal miracolato Glock, reduce da un superincidente due settimane fa a Hockenheim. Sembrava che il tedesco si fosse scassato tutto, invece la botta sembra avergli fatto bene, lo ha svegliato. Anche perché la Toyota continua a fare passi avanti.
Forse alla Ferrari si erano anche illusi dopo la seconda sessione di qualificazione, quando Felipino era diventato un fulmine: miglior tempo assoluto sul giro di tutto il weekend, record assoluto del circuito con 1'19''068, alla media di 199,468 chilometri orari. Meglio anche di Michael Schumacher versione 2004, quando il tedesco era in gran spolvero, macinava primati e i motori erano di 3 litri, con 10 cilindri contro gli attuali 2,4 V8.
Ma, nel turno decisivo, i ferraristi innestavano la retromarcia. Tutto il potenziale della F2008 veniva ridotto per due diversi motivi: Massa un po’ rallentato dal traffico, Raikkonen vittima di un errore tra la quarta e la quinta curva costatogli (secondo i dati raccolti dai sistemi di telemetria) circa 3-5 decimi. Un handicap che gli è costato un paio di posizioni. Sbaglio ammesso dal finlandese: «Sono andato largo. Peccato perché la macchina è buona, con le gomme già usate va forte. È chiaro che in una pista come questa, dai sorpassi difficili, per me la situazione peggiora. E non aiuta nella sfida per il Mondiale. Ma non è finita. A questo punto è chiaro che la McLaren ha fatto passi avanti, ma noi non stiamo con le mani in mano. Il campionato è ancora lungo».
Ottimista alla vigilia, Massa resta fiducioso: «Non ho fatto un giro perfetto, altrimenti sarei più avanti. Però non siamo messi male. La F2008 funziona, non presenta problemi evidenti. Anche noi abbiamo lavorato bene. Questa è una corsa particolarmente difficile e tutto può succedere. Basterebbe una buona partenza per provare a rovinare i piani dei nostri avversari».
Il brasiliano tocca un tasto dolente. Perché sicuramente la McLaren, alla sua prima fila totale, ha studiato una tattica valida per respingere ogni forma d'attacco. Anche se Ron Dennis ripete sino alla nausea che non ci saranno ordini di scuderia, che Kovalainen è libero di fare la sua corsa, non è sbagliato pensarla in maniera differente. Pronti, via, Hamilton scappa ed Heikki assume il ruolo del tappo. L'inglese scappa, prende un gran vantaggio e va a vincere in carrozza. E il finlandese cerca di difendere il suo secondo posto. Ipotesi concreta. Per questo motivo uno dei compiti principali di Massa sarà proprio quello di tentare almeno un sorpasso alla partenza in modo da sconvolgere le strategie a tavolino del team inglese.
Senza però dimenticare che Hamilton è certamente un fenomeno e non ha bisogno di troppi aiuti per stare davanti. L'unico vero vantaggio gli viene fornito dalla sua MP4/23 che è poco alla volta diventata la monoposto da battere. Lasciate da parte le squalifiche, la megamulta e la spy story del 2007, gli uomini di Ron Dennis stanno lavorando bene. Secondo alcuni esperti il segreto dei progressi ottenuti, aerodinamica, elettronica e meccanica tutti coinvolti, sta nell'utilizzo migliore delle gomme, rispetto al passato. La vettura dell'anno scorso strapazzava gli pneumatici. Adesso continua a usarli in modo aggressivo, li manda velocemente in temperatura, però non li sfianca. E questo consente ai suoi piloti di spingere sempre al massimo. Oggi è prevista una temperatura molto elevata. Potrebbe essere l’unica vera incognita sulla strada che sembra portare Hamilton a tagliare per primo il traguardo.