Rosy Bindi suora e Antonio Di Pietro idraulico Ecco i sogni di infanzia dei politici italiani...

Sogni e desideri dei nostri politici da bambini. Se fosse nata maschio, la presidente del Pd avrebbe voluto farsi prete, ma essendo una femminuccia si sarebbe accontentata di indossare l'abito talare. Il Cav aspirava a fare il carabiniere, Buttiglione il boscaiolo e Casini il calciatore. Solo La Russa aveva la passione per comizi e Palazzi romani

Roma - Bisogna immaginarla da bambina. Il mondo ancora da scoprire, i desideri nascosti nel profondo del cuore e un sogno nel cassetto. Se fosse nata maschio avrebbe voluto dire la Santa Messa proprio come i preti che ogni domenica dietro l'altare leggevano la Sacra Bibbia e benedicevano le ostie. Ma, dal momento che era nata femminuccia, si sarebbe accontentata di farsi suora. Quella bambina oggi fa la presidente del Partito democratico. Ma viene da chiedersi se la Rosy Bindi di oggi guarda con rammarico il fatto di non essere mai riuscita a indossare l'abito talare.

Non è la prima volta che la Bindi si lascia andare nell'amarcord della sua giovinezza. Tempo fa ad A aveva raccontato di un giovane "perbene" con un bel paio di occhi azzurri che "piaceva anche a nonna". Mieteva vittime, insomma. Perché la Bindi non era mica una che si faceva piantare in asso dai maschietti. Certo che no! "Eh no, manco per idea, e che, mi faccio lasciare, io? Piuttosto non mi faccio prendere - aveva svelato la presidente pd - un amore non corrisposto non l’ho mai preso in considerazione". Ma prima ancora di far strage di cuori, la Bindi sognava di andare in sposa al Signore. In una intervista di qualche anno fa, infatti, aveva rivelato che da piccola sognava di vestire l'abito talare, per poter dire messa. Se fosse nata maschio avrebbe fatto il prete: conosceva a memoria tutto il rito e la gestualità del sacerdote. E se da bambina giocava a dire messa, oggi, le "prediche" le fa nelle aule parlamentari o in campagna elettorale.

Nemmeno Silvio Berlusconi si immaginava una carriera politica tanto scintillante. Tantomeno si sarebbe immaginato Cavaliere del lavoro con all'attivo un vero e proprio impero che non ha pari in tutta Italia. Una strada dorata, ricca di soddisfazioni. Eppure anche Silvio, quando era piccolo, non aveva certo in mente di essere eletto al soglio di Palazzo Chigi per ben tre volte. Berlusconi si immaginava con la "lucerna" e il pennacchio rosso e blu d’ordinanza: sognava di fare il carabiniere. Il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, sognava la maglia numero 10: attaccante del Bologna. E non solo: voleva pure la fascia da capitano. Un Berlusconi carabiniere potrebbe suonare strano, ma è stato lo stesso Cavaliere a rivelare il suo "segreto" pochi mesi fa, durante una cerimonia dell’Arma: "Se non avessi fatto quello che ho fatto nella vita, allora avrei voluto fare il Carabiniere". Casini da ragazzo sognava il giornalismo, ma all’Adnkronos ha svelato che il suo sogno di bambino era di vestire i panni di Giacomino Bulgarelli, icona del Bologna e perno della Nazionale anni Sessanta.

Curiosando tra le aspirazioni fanciullesche o adolescenziali di onorevoli e ministri, si scopre poi che il segretario del Pd Pierluigi Bersani da ragazzo immaginava per sé una carriera da professore. E la querelle con il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini con tanto di pubblicazione dei molti 30 ottenuti all’università ha dimostrato che avrebbe avuto le carte in regola per fare il professore contestatore. Poi, come tanti altri, è rimasto folgorato sulla via della politica. Studenti e studentesse se ne faranno una ragione! D'altra parte, le classi sono già fin troppo piene di insegnanti che invece avrebbe sognato di fare i politici e che scambiano le cattedra per una tribuna elettorale. 

E Antonio Di Pietro? Nove vite come un gatto: pubblico ministero plenipotenziario, superstar durante Mani pulite, politico a tempo pieno, anti Cav di professione e idolo delle piazze rosse, viola, arancioni e arcobaleno. Non solo. Prima ancora di essere un magistrato, l'ex pm di Montenero di Bisaccia ha fatto il tornitore, il gelataio e il collaudatore di caldaie. Da bambino, porò, sognava di fare l’idraulico perché era "affascinato dal movimento perpetuo dell’acqua". Nove vite, appunto. Chissà quante volte i suoi nemici lo hanno accusato di non capire un tubo, e lui dentro di sé avrà sorriso.

C’è chi da bambino ha sognato di indossare il camice bianco. E' stato così per il presidente del Senato Renato Schifani, che ha sempre avuto la passione per la medicina. "Avrebbe voluto aiutare il prossimo", dicono i suoi più stretti collaboratori. Anche Paola Binetti avrebbe voluto seguire il cammino indicato da Ippocrate per specializzarsi in neuropsichiatria infantile. Poi l’impegno sociale e quello politico hanno prevalso. Ma c’è anche chi ha realizzato un sogno doppio: fare il medico e il politico. Come l’ex Idv, poi Responsabile e ora deputato di "Popolo e territorio" Domenico Scilipoti. Agopuntore e onorevole. O come Mario Pepe, del gruppo Misto, endocrinologo prestato alla politica. "Mestiere" che Pepe ha respirato in casa fin da piccolo, quando accompagnava nei comizi lo zio, quel Valitutti ministro dell’Istruzione nella prima Repubblica. 

Da bambino Maurizio Gasparri sognava in nero, rosso e blu, come Berlusconi: anche il presidente dei senatori del Pdl si immaginava da grande con la divisa della Benemerita, definendosi "un carabiniere mancato". Curioso il sogno da bambino di Rocco Buttiglione: prima il missionario in Brasile, poi il boscaiolo. C’era la musica, invece, nei sogni infantili di Umberto Bossi e Roberto Maroni. Il primo ha seguito la vocazione canora fino a vent'anni quando con il nome d’arte di Donato ha partecipato al Festival di Castrocare e, nel 1964, ha inciso un 45 giri con i brani Ebbro e Sconforto.  Il ministro dell’Interno ha continuato a coltivare a lungo il suo sogno, esibendosi spesso, t-shirt e occhiali scuri alla Blues Brothers, insieme alla sua band di R&B "Distretto 51".

Ma nei Palazzi romani ce n'era almeno uno che sognava sin da piccolo di fare il politico? Ignazio La Russa. Il ministro alla Difesa ha sempre avuto la passione per i codici e la politica. Il primo comizio in piazza? Aveva solo nove anni, accanto al papà avvocato e politico.