Rothko, Kubrick e Ceroli: il Palaexpo ricomincia da tre

Con la Notte Bianca rivelerà tutto il suo new look a base di architettura hi-tech e serre bio-climatiche, con tanto di ristorante d’autore griffato Antonello Colonna. E dal 6 ottobre, confermerà a pieno la sua mission espositiva con tre megamostre, da Mark Rothko, al regista cult Stanley Kubrick, al mago del legno Mario Ceroli. Questo è l’imminente futuro del Palazzo delle Esposizioni su via Nazionale, neoclassico edificio progettato da Pio Piacentini, chiuso per alterne vicende di ristrutturazioni, che ora spalanca i suoi nuovi 4.300 mq di spazi espositivi alla monografica dedicata al grande pittore americano, curata da Oliver Wick. Una rassegna che ricostruisce tutta l’epopea del famoso «espressionista astratto», che dell’astrattismo ha fatto una poetica di elegante virtuosismo cromatico e impeccabile combinazione di piani scenici, come a voler tradurre in una sintesi molto personale il Rinascimento italiano, sua grande passione. L’esposizione raccoglie una settantina di opere oltre a un significativo corpus di lavori grafici a illustrare tutta la sua produzione, dalle prime tele figurative, in quelle tonalità leggere e morbide che sublima l’effetto di affresco. Ai lavori in chiave surrealista e ai cosiddetti Multiforms, per poi approdare ai «classici» di Rothko degli anni ’50 su grande formato, dove spiccano il Mural dal Guggenheim di Bilbao, e il nucleo dei quadri della sala dedicata all’artista alla Biennale di Venezia del ’58. Per arrivare ai Blackform degli anni Sessanta. La mostra rimarrà aperta sino al 6 gennaio.
Ancora un personaggio chiave della cultura contemporanea per immagini, celebrato dal 6 ottobre al 6 gennaio dal Palaexpo sarà Stanley Kubrick, nell’evento espositivo curato da Hans-Peter Reichmann, ideato e prodotto dal Deutsches Filmmuseum di Francoforte, dove ha già debuttato, in collaborazione con Christiane Kubrick e Jan Harlan (The Stanley Kubrick Estate.
In scena, nelle sale del secondo livello, tutta l’opera del regista americano in stretta correlazione con il materiale preparatorio e tecnico proveniente dagli archivi dello Stanley Kubrick Estate, resi accessibili per la prima volta in quest’occasione. Si tratta di documenti inediti, copioni, appunti di regia, fotografie, testimonianze e filmati dal backstage, plastici, costumi e ricostruzioni di alcune delle più suggestive ambientazioni sceniche, come quella del prologo del film 2001, Odissea nello Spazio, realizzata grazie alla tecnica della «front projection», che verrà riproposta in mostra permettendo ai visitatori di «entrare» nel set, diventando parte integrante della scena. Del regista di culto sarà messo in evidenza il personalissimo metodo di lavoro, quel suo gusto speciale di guardare all’arte, all’architettura, alla letteratura per progettare ogni singola scena, ma verranno svelati anche i segreti che si celano dietro ai numerosi espedienti tecnici che diedero forma ad alcune delle sequenze più celebri dei suoi lavori.
Ma il Palaexpo non si dimentica del talento italiano, dedicando un’ampia retrospettiva a Mario Ceroli, dal 6 ottobre al 2 dicembre, sotto la cura di Maurizio Calvesi. Straordinario scultore, ha fatto della velleità artigianale per i materiali «poveri» la sua cifra stilistica, con cui ha saputo abbinare una raffinatezza espressiva ad un’originalità di tematiche affrontate.