Rotondo o di forma ma sempre di classe straordinaria

La straordinarietà di un brand come Patek Philippe si manifesta nella grande attualità di tutti i suoi modelli, da quelli più datati agli ultimi lanci di quest'anno. Non per niente è la Maison numero 1 al mondo, sulla base dei più diversi parametri di valutazione. E' un po' come, se ci è consentito un parallelo con il tennis, il ruolo che aveva Roger Federer (svizzero anche lui) fino a qualche mese fa, dominatore incontrastato del ranking, con il numero 2 a diverse lunghezze. Al di là, infatti, del bellissimo Ref. 5131, World Time, e dell'unico Ref. 5207, Ripetizione Minuti, Calendario Perpetuo, Tourbillon, novità principali del 2008, il prestigio inarrivabile della Casa ginevrina si percepisce osservando quegli esemplari che anno dopo anno arricchiscono un catalogo da conservare in biblioteca. In un simile ambito rientra, di diritto, la collezione Gondolo, emblema interpretativo dell'Art Dèco, integrata con due nuove versioni. Il nome deriva da quella famiglia di cronometri che Patek Philippe realizzò dal 1902 al 1930, per il concessionario brasiliano "Gondolo & Labouriau", declinati tra sofisticati orologi da tasca e modelli da polso con casse di forma, dal rettangolare, al tonneau, al carrè, al coussin.
Lo scorso anno, la Casa ha "scoperto le carte", presentando il ref. 5098 in platino, ispirato ad una versione storica del Gondolo del 1925, e dotandolo di un movimento di forma nuovo di zecca, il calibro manuale 25-21 REC PS. Si è trattato di un'iniziativa importante perché era dal calibro 9-90 del 1934 che la Casa non presentava un meccanismo di forma senza complicazioni. E lo ha fatto nel pieno rispetto dei criteri tecnici ed estetici dell'epoca, specificamente riprendendo la forma ad "S" del ponte della ruota di centro, e separando adeguatamente i ponti dello scappamento e della ruota dei secondi per consentire un'ampia visione del cuore del movimento. Oggi, questa creatura costituisce il motore della Ref. 5124, come detto, declinata su due varianti e con piccoli secondi al 6, in oro giallo (13.680 euro) con quadrante argenté opalino e in oro bianco (14.750 euro) con quadrante rosa "vintage". La sofisticata cassa tonneau cambré (43 mm x 33,4 mm), molto vicina strutturalmente al 10 Giorni Tourbillon (Ref. 5101), prevede la scalinatura netta dei brancards laterali, sapientemente addolciti negli angoli, in modo tale da accogliere e proteggere, sul lato destro, la corona di regolazione. Notevole il contributo ergonomico del fondello serrato da 4 viti, incurvato unitamente al vetro zaffiro che lo compone per consentire la visualizzazione del movimento, rifinito a Côtes de Genève e insignito del Punzone di Ginevra. Stesso discorso, sotto il profilo filologico, lo si può fare per il Cronografo Calendario Perpetuo, Ref. 5970, lanciato nel 2004, ma erede diretto del Ref. 2499, celeberrima versione rimasta in catalogo dagli anni '50 fino al 1985, vera e propria regina nelle aste di settore in tutto il mondo. Il Ref. 5970, si basa sul meccanismo cronografico montato sul Ref. 5070, altrettanto noto tra i collezionisti e gli appassionati, al quale è stato aggiunta la platina del calendario perpetuo, portando i componenti a 353 (da 208), a 30 mm il diametro del calibro, CH 27-70 Q (dai 27 mm) e a 7,2 mm lo spessore (dai 5,57 mm). Realizzato in oro giallo (questa la novità), questo Cronografo Calendario Perpetuo mantiene i 40 mm di diametro della cassa e, sul quadrante argenté opalino le indicazioni sono così distribuite: contatore dei minuti e ciclo bisestile al 3, datario e fasi di luna al 6, secondi continui e 24 ore al 9, giorno della settimana e mese a finestrella al 12. Indici a barretta applicati in oro, scala tachimetrica periferica e lancette a foglia, sempre in oro, completano il quadro delle funzioni. D'antan, infine, i pulsanti a sezione rettangolare con sommità arrotondata. Con cinturino in alligatore, il ref. 5970 in oro giallo ha un costo di 84.190 euro.