La rottura con Blake nel nuovo album di Amy

I pezzi a cui stava lavorando la cantante erano molto autobiografici. Al centro sempre il suo grande amore Blake, dal quale aveva divorziato

C'è ancora Blake, l'uomo della sua vita, il dannato che l'ha iniziata alle droghe pesanti, al centro degli inediti a cui Amy Winehouse stava lavorando prima della morte nella sua casa di Camden Town. Se Back to Black è stata la colonna sonora di un amore tormentato, l'album in cui Amy raccontava di quando combatteva per avere il suo Blake tra birre e vino, il suo nuovo lavoro racconta di quel matrimonio che l'aveva portata al settimo cielo ma soprattutto della fine, di quel divorzio che l'ha distrutta, anche questo condito dalla discesa nell'inferno dell'alcol e delle droghe. Autobiografico, come sempre sono state le canzoni di Amy. Una mappa degli anni successivi al 2006, con Blake in prigione (era il 2008) e poi la fine definitiva della loro unione nel 2009. Lo hanno raccontato amici vicini alla cantante al Daily Mail, nel giorno in cui un altro tabloid britannico, il Sunday Mirror, riferisce che la cantante osannata da molti dopo la sua scomparsa all'età di 27 anni (in circostanze ancora da chiarire) aveva intenzione di adottare una bambina di dieci anni, Dannika Augustine, che aveva incontrato sull'isola caraibica di Santa Lucia, dove aveva tentato di riprendersi, di avviare un periodo di disintossicazione e dove aveva lavorato anche ai nuovi pezzi.