Rottura col sindaco, Maiolo fuori dalla giunta

(...) il ritiro delle deleghe resta un giallo. La segreteria generale non ha ricevuto atti ufficiali, ribadisce in consiglio comunale il presidente Manfredi Palmeri. Ma il tam tam dice che l’uscita dalla squadra ha le ore contate, e la Maiolo dovrebbe rassegnare le dimissioni «per incompatibilità caratteriali» e senza sollevare un polverone in cambio di una «valorizzazione» nel partito: responsabilità importanti nella campagna elettorale per le Provinciali 2009 e un posto in giunta in caso di vittoria. Dentro Forza Italia hanno lavorato tutto il giorno per mediare tra le parti e risolvere nel migliore dei modi il «divorzio».
La resa dei conti ha avuto i toni accesi. La Maiolo avrebbe chiesto al sindaco almeno una proroga di 4 mesi, per ultimare lavori già avviati, ricevendo un no. L’antipatia reciproca non è un mistero, ma visto come è finita davanti al tar col licenziamento di Sgarbi, per il ritiro delle deleghe la Moratti ha bisogno di motivazioni più serie. Tra queste, forse la promozione di iniziative per la moda milanese in Canada che le Maiolo avrebbe organizzato senza autorizzazione. Meglio la strada delle dimissioni.
Dopo l’incontro-scontro, la Moratti va al pre-giunta col vicesindaco De Corato, gli assessori Terzi, Verga e Orsatti, ma non ne fa parola neanche quando vengono approvati patrocini ad eventi della Maiolo. Alla fine, chiede solo a Terzi di trattenersi, e gli preannuncia che le deleghe al commercio gli saranno affidate ad interim per qualche giorno. Poi vola a Stoccolma per il concerto della Scala, senza firmare la revoca delle deleghe. Dagli uffici dell’assessore, bocche cucite. «Sta lavorando normalmente», riferisce la sua segreteria. Dopo l’incontro col sindaco ne segue uno dai toni altrettanto accesi col coordinatore regionale di Fi Guido Podestà, che pure al pomeriggio frena: «Non mi risulta che il sindaco le abbia ritirato le deleghe». Anche se c’è chi assicura che lo sapesse dal giorno prima, o addirittura dal vertice ad Arcore con il sindaco e il premier Silvio Berlusconi, due settimane fa. Ma all’interno di Fi intanto gli animi si scaldano: una parte, colta di sorpresa, non ha digerito il Moratti non lo abbia anticipato martedì a Roma all’incontro coi rappresentanti di Fi, Lega, An e Udc, dove si era limitata a dire che di rimpasto se ne parlerà a gennaio. Mentre già scatta il toto-nomi, i commissari cittadini Maurizio Lupi e Maurizio Casero si preparano a un incontro col sindaco perchè si affronti seriamente il rimpasto, evitando il «taglio delle teste» ogni tre mesi. Oggi si riunirà la giunta, e la presenza o meno della Maiolo svelerà il giallo.